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Il campionato è iniziato quasi un mese fa e lentamente si stanno iniziando a scrivere le gerarchie della classifica. Non sono mancate sorprese da parte delle big. Seppur con qualche piccolo intoppo, sulla carta Napoli e Milan sembrano superiori a Roma, Lazio e probabilmente anche Juventus, mentre l’Inter rappresenta un’incognita. Troppi i gol subiti dai nerazzurri nelle prime uscite: evidentemente c’è ancora qualcosa da registrare, anche perché nelle prime 5 giornate sono arrivate 2 sconfitte, entrambe maturate contro avversari importanti. Ecco allora che ad approfittarne sono il Torino, l’Udinese e soprattutto l’Atalanta, che dopo una stagione in chiaroscuro vuole tornare a sorprendere l’Italia calcistica e soprattutto a qualificarsi per l’Europa che più conta.

Gli addetti ai lavori sembravano aver perso la loro considerazione nei confronti della squadra di Gasperini, ma forse saranno chiamati a ricredersi quanto prima. Gli orobici hanno condotto una campagna acquisti molto equilibrata, senza spendere cifre esotiche e cercando di scoprire nuovi talenti, come nella loro tradizione. Il nome più interessante in tal senso è indubbiamente quello di Ademola Lookman, giunto dal Lipsia per 12 milioni e pronto a lasciare in panchina anche un mostro sacro come Muriel, attualmente infortunato. Anche Rasmus Højlund, preso per 17 milioni dallo Sturm Graz, promette bene in assenza di Zapata.

L’Atalanta è partita col piede giusto subendo poche reti e riuscendo a tenere botta di fronte al primo grande ostacolo, rappresentato dal Milan incrociato già alla seconda giornata. I bergamaschi godranno di un vantaggio non indifferente quest’anno: non dovendo disputare nessuna delle competizioni europee, potranno gestire molto meglio il turnover al quale saranno costrette invece tutte le altre squadre, causa calendarizzazione compressa in vista del Mondiale. Un particolare non da poco, che sta attanagliando le compagini meno esperte come il neopromosso Monza, per la prima volta nella sua storia in Serie A.

Il club guidato dal duo Galliani-Berlusconi aveva fatto chiacchierare i giornali nel corso di tutta la campagna acquisti estiva. Sia la critica dei media sia l’offerta di scommesse sul calcio, tuttavia, concordano sull’indicare il Monza come una delle principali candidate alla prossima retrocessione. Erano stati abbastanza altisonanti i nomi dei giocatori associati ai brianzoli e in molti hanno deciso di sposare la causa di questa nuova realtà della Serie A: Cragno ha scelto di lasciare il Cagliari retrocesso, Sensi vuole trovare la continuità che gli mancava all’Inter, Petagna cerca il riscatto dopo l’esperienza opaca di Napoli e Pessina, campione d’Europa con la Nazionale, vuole essere ancora più protagonista di quanto non fosse nell’Atalanta, motivo per il quale ha subito ereditato la fascia di capitano. Occhio a Caprari, in prestito dal Verona, dove si era ben distinto nella passata stagione.

L’entusiasmo dei tifosi del Monza, però, si è subito ridimensionato dopo i primi risultati. Nelle prime 5 partite sono stati realizzati solo 2 gol e soprattutto sono arrivate 5 sconfitte di fila contro Torino, Napoli, Udinese, Roma e Atalanta: è pur vero che si tratta di formazioni che al momento occupano le primissime posizioni della classifica, ma evidentemente ci si aspettava qualcosa di più, anche dal punto di vista tecnico. Il primo punto è arrivato solo alla sesta giornata in trasferta a Lecce (1-1). L’impressione è che nonostante sia stato rimpolpato di elementi esperti, il gioco corale del Monza non sia ancora stato messo a punto per i livelli della Serie A. Dopo 3 pareggi e 2 ko il Bologna ci ha messo poco a optare per l’esonero di Mihajlovic, il primo di questa Serie A. La panchina di Stroppa inizia a traballare…