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Ad inizio stagione molti hanno pensato che questo sarebbe stato l’anno del riscatto di Milik e Schick, attaccanti accomunati dal piede preferito con cui calciano, il sinistro, e da un percorso abbastanza tortuoso che li ha portati ad essere oggetto di critica da parte dei propri tifosi.

Ma in comune i due giovani di Napoli e Roma hanno anche una serie di problemi fisici che hanno rallentato notevolmente la loro crescita. Conosciamo bene la sfortunata storia del polacco, che è riuscito a rompersi entrambi i crociati negli ultimi due anni, mentre Schick da quando è stato acquistato dalla Sampdoria ha avuto una serie di problemi muscolari che non gli hanno consentito di giocare con continuità.

Ripercorriamo brevemente le storie dei due giovani attaccanti.

Arkadiusz Milik

Acquistato con il tesoretto della cessione di Higuaìn, ma di certo non con la speranza che potesse emulare fin da subito le reti del campione argentino. Non ha mai potuto esprimere le proprie potenzialità, dato che alla prima sosta delle nazionali si infortunò al crociato, stesso problema avuto poi all’inizio della scorsa stagione.

Una volta rientrato però il polacco ha fatto molto bene, trovando un gol molto importante col Chievo e diventando quell’arma in più che tanto era mancata al Napoli durante tutto il campionato. Ad inizio stagione ha proseguito la crescita del finale di stagione con il gol alla prima giornata contro la Lazio, ma col tempo anche a causa del ritorno alla forma migliore di Mertens, ha perso sia la fiducia sia il posto da titolare.

Il problema è che nelle ultime partite l’ex Ajax non ha fatto nulla per riprendersi l’attacco azzurro, anzi al contrario a causa delle prestazioni opache molti stanno iniziando a dubitare delle sue doti fino a considerarlo poco adatto al ruolo di bomber della squadra. Va detto che Milik non è mai stato un centravanti da trenta gol a stagione, ma piuttosto una seconda punta con discrete doti realizzative.

Bisognerebbe dunque smettere di affibbiargli il ruolo che nel tempo hanno ricoperto Higuaìn o Cavani e magari considerarlo una valida alternativa per tenere sulle spine Mertens, che nella scorsa stagione senza un’alternativa che gli contendesse il posto ha dimostrato più di una volta di adagiarsi sugli allori. La gara con l’Atalanta, in cui probabilmente partirà titolare, potrebbe essere l’occasione del riscatto o l’ennesima conferma di un periodo molto negativo.

Patrick Schick

Arrivato alla Roma per l’esagerata cifra di 42 milioni di euro, non ha mai dimostrato di poter valere nemmeno la metà dei soldi investiti dalla società giallorossa. Forse uno degli acquisti più contestati dalla tifoseria al direttore sportivo Monchi, critiche a nostro avviso giuste de consideriamo che il giocatore ceco aveva giocatore una sola stagione in serie A con la maglia della Sampdoria.

La poca esperienza nel nostro campionato ha così influito sul rendimento di Schick alla prima stagione con la Roma, dove ha giocato per la maggior parte delle volte semplici spezzoni di partita, trovando il primo gol in campionato solo ad Aprile nella trasferta di Ferrara.

Quest’anno le occasioni sono aumentate, complice la poca forma di Dzeko, ma Schick non ha mai dimostrato di poter quantomeno contendere il posto al proprio compagno di reparto. In molte partite ha faticato anche a toccare il pallone, escludendosi totalmente dal gioco e aiutando poco la squadra sia in fase offensiva che in quella di possesso.

Nella gara di domenica contro l’Inter avrà probabilmente una delle ultime chance per dimostrare di far parte di una grande squadra, ma in caso di ulteriore fallimento molto probabilmente sarà girato giustamente in prestito per fargli ritrovare la confidenza col gol. 

 

Gianluca imparato