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Dopo i tumultuosi mesi precedenti, dopo le polemiche con Kepa che si è rifiutato di uscire prima nei rigori a Wembley, Sarri ha finalmente avuto una boccata di ossigeno dopo la vittoria contro il Tottenham.

La vittoria per 2-0 è stata una vittoria funzionale, solida e ha dissipato le nubi sul tecnico più sotto pressione della Premier League. Le clean sheet e la ritrovata solidità difensiva sono un ulteriore punto a favore di Sarri.

All’inizio della stagione, il “Sarri-ball” è stato descritto come un rivoluzionario e mitologico modo di allenare che avrebbe rivoltato il Chelsea come un calzino, con l’obiettivo di alzare trofei importanti.

Negli ultimi mesi il termine è stato utilizzato in maniera denigratoria e derisoria nei confronti di Sarri, accusato di non utilizzare un “piano B” e finito nell’occhio del ciclone dopo il 6-0 contro il City.

Ma nelle ultime due partite Sarri ha iniziato ad apportare modifiche, che potrebbero rivelarsi di vitale importanza per salvare la panchina.

Analizziamole nel dettaglio.

1. Sarri ha ripreso il controllo della squadra.

Dopo la sconfitta per 2-0 contro l’Arsenal, Sarri ha parlato di squadra con mancanza di determinazione e difficile da motivare. I problemi di spogliatoio hanno raggiunto il culmine domenica scorsa, con il portiere Kepa Arrizabalaga che ha rifiutato la sostituzione, mandando Sarri in escandescenza.

Prima della partita contro il Tottenham, Sarri ha affermato di voler mandare un messaggio alla squadra. A quel punto è stato deciso di non far giocare Kepa, dando invece spazio a Willy Caballero.

Il Chelsea non solo ha mantenuto la porta inviolata, ma ha concesso ben poco al pericolosissimo attacco del Tottenham. Per la prima volta dopo tanto tempo la squadra è sembrata unita anche in campo. Il gioco visto al Napoli è ancora lontano, ma i calciatori lottavano sui palloni, la squadra era corta e coesa. Anche Alonso, un calciatore ultimamente autore di grossi errori tecnico-tattici, e finito in panchina in Carabao Cup, ha disputato un match molto accorto.

Queste due decisioni dimostrano che Sarri ha tutta l’intenzione di mantenere il proprio posto e ha agito prendendo posizioni forti e specifiche.

2. Modifiche nelle sostituzioni

Kovacic per Barkley, Barkley per Kovacic: cambio familiare, vero? Sarri ha apportato questa sostituzione per ben 19 volte, beccandosi tante critiche. Gli opinionisti lo avevano tacciato di imprevedibilità e mancanza di un piano B.

Ma dal 3-0 contro il Malmo Sarri ha apportato delle novità. Contro gli svedesi Kovacic ha preso il posto di Jorginho, con Barkley e N’Golo Kante ai lati. Jorginho è stato semplicemente fatto riposare, ma questo schieramento era inedito. Inoltre, il tecnico italiano ha dato minuti importanti a Ruben Loftus-Cheek ed Ethan Ampadu.

Inoltre, Loftus-Cheek è entrato dalla panchina per sostituire prima Barkley nei supplementari a Wembley, poi Kovacic in campionato. Loftus-Cheek è un talento grezzo, ma rispetto a Barkley e Kovacic è molto più aggressivo e ha più corsa. L’ingresso in campo del 23enne inglese ha garantito maggior spinta e imprevedibilità. Loftus-Cheek non ha le qualità tecniche di Kovacic e Barkley, ma è un vero e proprio cavallo.

 

3. Le abitudini acquisite nel tempo non si cambiano?

Osservando le linee difensive del Chelsea nelle sconfitte contro City e United, ne viene fuori un risultato aberrante. La linea difensiva alta ha una sua logica, garantendo che la squadra possa giocare corta. Ma se manca l’applicazione di uno o più giocatori, sono dolori. Il Chelsea ha subito 15 gol in 8 gare dal 12 gennaio al 14 febbraio!

Gli stessi calciatori avevano fatto presente delle difficoltà della linea alta. Sarri ha recepito le esigenze, apportando modifiche e difendendo vari metri più indietro. Sia nella finale di Carabao Cup che contro il Tottenham, la linea difensiva è stata più solida e la squadra non ha giocato un brutto calcio.

Antonio Rudiger e David Luiz non attaccavano più il portatore troppo lontano dall’area, ma rinculavano e attendevano gli avanti avversari più vicino all’area.

A turno, Jorginho e i suoi compagni a centrocampo (tra cui l’onnipresente Kante) tornavano e occupavano posizioni più difensive, dando vita a una sorta di 4-2-3-1 piuttosto che a un aggressivo 4-3-3. Jorginho fatica tantissimo quando c’è da correre, mentre sfrutta le sue abilità difensive quando la squadra è raccolta. In uscita l’italo-brasiliano ha avuto meno problemi e Kante è potuto ripartire.

Non è il 4-4-2 di Simeone all’Atletico Madrid, ma è un modulo che migliora la solidità di una squadra in difficoltà difensiva. Con queste modifiche, i Blues hanno concesso molto poco nelle tre partite in questione.

 

Il punto focale di questo cambiamento è che Sarri è passato da un 4-3-3 con ossessione nei confronti del possesso a questa sorta di 4-2-3-1 piuttosto diverso, più difensivo e con baricentro più basso. Un cambiamento, forse momentaneo, ma comunque molto efficace, che sta consentendo a Sarri di conservare la panchina.

 

Vincenzo Di Maso