Roma, il paradosso della sconfitta contro l’Atalanta

La Roma di Fonseca ha perso la terza partita consecutiva, venendo sconfitta per 2-1 a Bergamo contro l’Atalanta. Gli zero punti ottenuti contro gli Orobici si sommano alle disfatte contro Sassuolo e Bologna. Eppure perdere a Bergamo ci sta per tante squadre.

La Roma nel primo tempo ha tenuto botta ed è andata in svantaggio, per poi prendere due gol in una prima parte di secondo tempo dove ha evidenziato le grosse difficoltà di questo periodo. Eppure non c’è stato un crollo pazzesco, come successo nelle ultime due partite. Semplicemente, visto l’orrendo inizio di 2020, la partita di ieri è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

A Bergamo ci sta di perdere e praticamente tutte le squadre di Serie A possono perdere. La Roma però ha perso però in rimonta e “a coronamento” di un periodo terribile. Fonseca ha parlato di problema mentale più che fisico.

La rosa della Roma è da primi quattro posti? Ci sarebbe da discutere a riguardo. A volte basta perdere 1-2 pedine per peggiorare il tutto. Zaniolo garantiva strappi, corsa, tiro, qualità e tanto altro ancora. La Roma ha perso certezze perché Zaniolo e Diawara erano due fondamenti della squadra.

Molto poi dipende dal contesto. Inserendo magari Perez o Cristante nell’Atalanta, nel giro di poco tempo possono fare bene. La Roma è un’orchestra stonata, che ha perso il suo direttore (Zaniolo). L’Atalanta ha 6 punti di vantaggio, che pochi non sono, considerando anche il vantaggio negli scontri diretti.

Dopo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, l’obiettivo è limitare i danni. In Europa League questa Roma non sembra nelle condizioni di andare lontano, tantomeno di puntare a vincere. A giugno bisognerà ripartire con un nuovo progetto. Zaniolo, quando tornerà, sarà il giocatore chiave, ma vanno apportate modifiche in tutti i reparti. L’attacco gira poco e rimane assolutamente dipendente da Dzeko, 34enne dall’ingaggio pesante…

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