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La Roma cade al Bentegodi contro un Hellas in buona salute. La trasferta a Verona si presagiva insidiosa, anche perché gli Scaligeri avrebbero cercato comunque una reazione. Nella gestione dei momenti di difficoltà sono stati commessi degli errori e in questo bisogna crescere. Un calendario fitto, poco tempo per analizzare gli errori commessi. José Mourinho dovrà analizzare la sua Roma a raggi X mettendone in risalto debolezze e punti di forza.

Roma a raggi X: una sosta non può compromettere tutto il cammino

Gioie e dolori, condivisibili in pochissimo tempo che esprimono stati d’animo totalmente diversi. Dalla “Special Run” sotto la Sud, al primo vero banco di prova: la gestione dei momenti di difficoltà in un ambiente bipolare, nel quale gioia e dolore si mischia continuamente a passione e rabbia, ogni qual volta ci si trova di fronte ad episodi negativi. “Abbiamo avuto difficoltà a giocare, troppi lanci lunghi. Dobbiamo gestire meglio i momenti di difficoltà, non puoi avere sempre il controllo della gara”, ed ancora, “sapevamo che erano bravi nei duelli difensivi individuali, però abbiamo cercato troppo il gioco diretto, ci è mancata un po’ di qualità nel gioco”.

Un analisi a caldo, fatta al termine della partita ma che mette a fuoco carenze già evidenziate sia con il Sassuolo che con la Fiorentina. Ma il calcio è fatto di episodi, che non sempre sono favorevoli, merito anche del Verona che ha mostrato molta più intensità. Sicuramente tra le note positive, il sesto gol stagionale di Pellegrini, un colpo di tacco arrivato dopo il morbido pallonetto in coppa, che conferma le qualità del trequartista e capitano. Le carenze di reparto coadiuvate da una bassa qualità nel palleggio impongono una rapida riflessione che non può compromettere la zona alta della classifica.

Mourinho: analisi di una sconfitta che non piace

José Mourinho decide di venire a Roma ma non solo. Decide di vivere da romano e romanista. Questo lo ha manifestato più volte, l’intensità della passione che lo ha coinvolto è stata decisiva nell’abbracciare un progetto che porti il club in alto anche in futuro. Molte le cose già fatte. Lo “Special One” è maturo, non provoca più gli avversari e non carica l’ambiente: anzi è il primo a spegnere facili entusiasmi. Evidenti a tutti, le carenze del gruppo non sono mai state nascoste. Un grosso lavoro mentale, nell’approccio di ogni partita lo si è visto, ora si vedrà quali sono le ambizioni, ci si aspetta una reazione. Pensare tutti allo stesso modo: questo è un punto di partenza. Oltre che già una vittoria. L’inizio di un percorso partito da poco ed ancora molto lungo.

Roma vulnerabile: a cosa è chiamato Mourinho

Le mancanze dei reparti: Roma a raggi X

Il centrocampo evidenzia delle mancanze già menzionate da tempo, chiaro è, che non è una squadra perfetta, nessuno lo ha mai pensato. Il centrocampo manca di quel dinamismo, di quella fisicità, necessaria nella gestione dei momenti di difficoltà. Non a caso si è cercato durante il corso di tutta l’estate, fino alla chiusura del mercato, il colpo a centrocampo.

Molti i nomi sui quali converge l’interesse, ma tutti con lo stesso profilo. Dinamico in fase d’impostazione, fisico in chiusura: un vero e proprio talismano a centrocampo. Si parla dunque di un giocatore quasi impeccabile nella fase difensiva, capace di recuperare palloni e sedare le azioni avversarie prima che si rendano troppo pericolose. Altro reparto quello difensivo. Reynols in tribuna, Viña indispensabile, ma la fascia destra in occasione dell’ultimo match fa acqua. Da lì vengono le percussioni di Caprari in occasione sia del pareggio che del sorpasso. C’è molto ancora da fare. Ed in poco tempo. Testa a giovedì, un calendario corto per avere da subito una reazione sul campo. Sicuramente cura immediata per sanare possibili flessioni.