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Come noto, la procura federale ha respinto il ricorso del Napoli contro la squalifica per due giornate di Kalidou Koulibaly. Il calciatore senegalese era stato espulso dall’arbitro Mazzoleni dopo l’applauso ironico in occasione di un cartellino giallo. Koulibaly aveva applaudito l’arbitro in segno di indignazione per la mancata presa di posizione sui vomitevoli cori razzisti provenienti dagli spalti di San Siro.

Con la stupenda iniziativa dell’Inter sembrava che la giornata potesse andare bene e che finalmente il calcio italiano desse un segnale contro il razzismo. Questa sentenza dimostra invece il modo di fare tipico dell’Italia calcistica. Un modo di fare di chi se ne lava le mani, di chi applica pedissequamente le regole quando fa comodo, chiudendo due occhi invece quando, in conformità a norme scritte, bisognerebbe invece intervenire.

A livello calcistico la mancata rimozione della squalifica non ha alcun effetto sul Napoli, il quale non ha praticamente nulla da dire al campionato, avendo la Champions assicurata e non potendo puntare allo scudetto. Le ripercussioni di questa decisione sono invece sulla credibilità del calcio italiano, con i vertici che hanno per l’ennesima volta perso una grande occasione per voltare pagina.

Si denota l’incapacità di gestire certe situazioni, la totale inettitudine e la mancanza di buon senso. Le motivazioni portate avanti dal Napoli vertevano anche sul precedente di Muntari che, come già spiegato, pur essendo leggermente diverso, avrebbe dovuto fare propendere per la cancellazione della seconda giornata di squalifica. La differenza con Muntari? Il punto è che l’allora calciatore del Pescara protestò direttamente per i cori razzisti, mentre Koulibaly ha applaudito direttamente il direttore di gara a seguito del giallo. E non è la prima volta che un calciatore viene espulso dopo aver preso il giallo e aver applaudito l’arbitro. Per questi motivi la situazione è diversa. Caso Muntari che è diverso ma ha tuttavia un comune denominatore, ovvero entrambi i calciatori sono stati espulsi dopo una reazione a seguito di atti razzisti.

A questo punto, dopo la squalifica del campo all’Inter, dopo il rigetto del ricorso per Koulibaly e vista l’impunità dei singoli criminali che si rendono protagonisti di cori razzisti, questi ultimi potranno continuare a rendersi protagonisti di questo schifo.

Nel respingere il ricorso contro la squalifica di Koulibaly la giustizia sportiva ha perso l’occasione di essere al passo con gli accadimenti sociali. Medioevo calcistico.