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L’inizio di stagione del Chelsea di Sarri era stato assolutamente straordinario. I Blues erano addirittura arrivati al primo posto, leadership che avrebbero potuto consolidare se Sturridge non avesse segnato allo scadere del match contro il Liverpool. Poi c’è stato un calo, a partire dal pareggio con l’Everton, fino ad arrivare alle prime due sconfitte in campionato. Il tutto fino alla vittoria contro il City.

Il confronto con gli altri allenatori delle top 6

Analizzando tuttavia gli inizi al Chelsea, notiamo che, numeri alla mano, il tecnico tosco-napoletano ha fatto meglio degli altri allenatori delle top six. Dopo 16 giornate, al primo anno alla guida di una squadra di Premier, Sarri ha 34 punti, così come Emery (ma lo scontro diretto lo ha vinto il Chelsea). Guardiola ne aveva invece 30, Mourinho 27, Klopp 23 e Pochettino 21.

Qualcuno di dirà: “Ma il Chelsea con Conte due stagioni fa ha dominato il campionato”. Appunto, due stagioni fa, nel 2016/2017. Nella scorsa stagione, i Blues hanno chiuso a 70 punti, a -30 dal Manchester City che ha trionfato. 70 punti, una media davvero negativa. Un campionato con un punteggio così basso ha inevitabilmente portato la società a investire, ma questi investimenti non hanno certo colmato le lacune con le altre.

Il mercato che non ha colmato le lacune

Abramovich ha speso “numericamente”, ma questi acquisti non hanno potuto consentire a Sarri di ricreare una squadra come il suo Napoli. Perché Conte è arrivato quinto lo scorso anno? Di certo non perché è impazzito ma perché molti elementi sono usurati e bisognava cambiare. Fabregas o Willian sono oggettivamente calciatori in fase calante, così come lo era Pedro. Sarri ha poi rigenerato alla grande lo spagnolo.

Dal mercato sono arrivati Kepa per un prezzo simile a quello di Alisson dopo il pasticcio Courtois. Lo spagnolo avrà talento, ma le sue performance non sono state all’altezza di quelle del belga, naturalmente. A centrocampo Sarri ha avuto il “suo” Jorginho, che aveva fatto benissimo all’inizio, per poi calare. L’altro calciatore arrivato è Kovacic, comunque un elemento diverso da Hamsik, per fare un esempio. Un mese fa abbiamo analizzato i tre profili che si contengono il posto vicino a Jorginho e Kanté, concludendo che il più adatto è Barkley, comunque non un fenomeno.

Il problema centravanti

Morata ha fatto benissimo alla Juve, soprattutto in Champions, ma da seconda punta. Con Antonio Conte era partito bene, ma ha concluso con 11 gol in Premier, mentre adesso è a quota 5. Lo spagnolo non è una vera prima punta né è adatto al Sarriball. Il tecnico italiano lo ha escluso dal match contro il City, ma si sta opponendo a una sua cessione a gennaio.

Al Napoli, Dries Mertens è stato spostato in attacco grazie a una sua intuizione. Sarri ha già utilizzato Hazard nel ruolo, ma non c’è nessun Insigne a fare le sue veci. Giroud è invece il classico centravanti da mettere a partita in corso per sfruttare il gioco aereo.

A che punto è il work in progress

Sarri era stato criticato per aver spostato di posizione Kante, dando a Jorginho le chiavi del centrocampo. Questo è avvenuto perché il tecnico italiano reputa Kante un giocatore totale, il classico box-to-box. Il francese finora non ha assolutamente deluso, arrivando anche a segnare. Jorginho ha problemi quando è aggredito e ingabbiato, problemi che si acuiscono quando lui e i compagni non sono in condizione.

Per rivedere il gioco del Napoli, Sarri ha bisogno di un altro esterno tecnico, di un centrale più affidabile di David Luiz (il quale è stato tuttavia eccellente contro il Manchester City), di un centrocampista di alto livello vicino ai due titolari inamovibili e di un centravanti. Tre titolari e una prima riserva di livello. Sarri è stato bravo a rivitalizzare Pedro, mentre con Fabregas (in netta fase calante) e Morata (vedi sopra), l’impresa era proibitiva.

La testardaggine

Da qualcuno poco competente, la cocciutaggine di Sarri veniva reputata il motivo principale dei mancati successi del Napoli. Fermo restando il fatto che in tutte le competizioni c’era una Juventus cannibale e oggettivamente superiore, il Napoli è arrivato a quei livelli grazie a un impianto di gioco che si è andato via via a consolidare.

Sarri non opera cambi di formazione, ma i più attenti notano modifiche tattiche. Contro il City, il tecnico italiano ha utilizzato appunto Hazard al centro dell’attacco come falso nueve, riproponendo quindi il belga in quella posizione. Il belga ha partecipato alla fase difensiva, così come Willian (finalmente positivo) e Pedro. Il lavoro degli esterni che si sono abbassati ha poi consentito a Kante di salire di più, attaccando sia sulla fascia che al centro. Ed è arrivato poi il suo gol…

In conclusione, ribadiamo che il Sarri è al primo anno in Premier, la concorrenza è fortissima e ha speso meglio, avendo tra l’altro meno lacune. Sarri non ha ancora una squadra a sua immagine e somiglianza, eppure ha fatto meglio rispetto a tutti i suoi rivali alla prima esperienza…