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Rafael Leão è stato ancora una volta decisivo nella corsa del Milan verso lo scudetto. Dopo aver segnato la rete che ha fatto esplodere San Siro nella gara contro la Fiorentina, il portoghese si è ripetuto al Bentegodi.

Il suo stato di grazia è certificato dai numeri. Sono 10 i gol e 7 gli assist in questo campionato. Dati di un certo rilievo per un esterno quasi 23enne, che migliorano quelli del 2020/2021 (6 assist e 6 gol in Serie A) e del 2019/2020 (2 assist e 6 gol).

La crescita del ragazzo di Almada è esponenziale. Al di là dei freddi numeri, Rafael Leão sta diventando un punto di riferimento di questo Milan. Il dato sulla partecipazione ai gol è notevolissimo. L’esterno lusitano è stato difatti coinvolto nel 27% delle marcature rossonere in stagione.

Il ragazzo è inoltre un giocatore disciplinato e corretto, nonostante il lavoro di copertura e l’abnegazione che mostra in campo.

Le parole di Di Canio certificano la bontà del lavoro di Pioli, ma soprattutto l’esplosione dell’ex Sporting.  “Forse il Milan non è la squadra più forte come singoli, ma in questo momento è la migliore. Ci sono alcuni giocatori come Leão e Theo Hernandez che potrebbero essere appetiti dalle grandi europee, ma tolti quei 3 o 4 io faccio fatica a trovare giocatori che giocherebbero titolari in un club che vuole giocarsi la Champions da protagonista. Ovviamente lo dico con un’accezione super positiva, stanno vincendo con merito il campionato. Questo dà ancora più meriti all’allenatore e alla società”.

Non sono molti i calciatori di Serie A che possono ambire a giocare titolari in un top club europei. Sposiamo in pieno il pensiero di Di Canio su Rafael Leão. Nel ruolo c’è abbondanza tra le principali candidate, ma il ragazzo potrebbe dire la sua in un Bayern, un Chelsea o un Barcellona per fare un esempio. Fermo restando che il Milan ha una società forte, con un fondo in procinto di fare il suo ingresso. Per questo motivo i rossoneri non hanno alcuna intenzione di dare via il proprio gioiello.

Perché quindi Rafael Leão può essere considerato un campione? In primis perché è stato totalmente ricettivo delle istruzioni del tecnico. Passo dopo passo sta limando i propri difetti, diventando sempre più utile e concreto. Non un esterno bello da vedere e fine a sé stesso, bensì un calciatore nel vivo del gioco e, soprattutto, diventato decisivo.

L’ex Lille ha inoltre affinato la fase realizzativa, corre a tutta fascia, lega il gioco ed è dotato della giusta grinta. A ciò si aggiungono le doti naturali di velocità, tecnica e fisico. Vero e proprio cavallo sulla fascia, Leão ha un indubbio vantaggio iniziale competitivo sui terzini. I cambi di passo mostrati contro il Verona ne sono l’esemplificazione.

Al portoghese riescono numeri, in momenti decisivi, che nei periodi precedenti in rossonero non riusciva ad eseguire correttamente. I dribbling andati a buon fine sono decisamente maggiori, così come i passaggi chiave. Pur non avendo segnato, oltre ad aver servito i due assist, Rafael Leão è stato costantemente al centro delle giocate rossonere.

Per consacrarsi a livello definitivo servono le due vetrine più importanti, vale a dire Champions e Mondiale. La nazionale portoghese è estremamente competitiva in avanti. La concorrenza è folta, quasi eccessiva, ma il giocatore del Milan si sta rendendo protagonista di una stagione fuori dall’ordinario. L’obiettivo è, infine, quello di fare la differenza nella massima competizione europea per club. Magari in maglia rossonera…