• Tempo di lettura:2Minuti

I numeri di Pogba in questa stagione parlano chiaro: 21 partite, 11 gol e 9 assist. Tutto questo considerando che con Mourinho le performance non erano delle migliori e con il tecnico portoghese c’era un certo astio. Con Solskjaer il francese ha giocato 9 partite, mettendo a segno 6 gol e servendo 6 assist.

Ricordiamo alcune performance imbarazzanti con Mourinho, con passaggi sbagliati e tiri sbilenchi. Pogba non era quello, ma era un calciatore “scazzato”, che non aveva alcuna voglia di stare in campo. E c’è stata anche qualche panchina. Se fosse rimasto Mourinho che, ironia della sorte, lo ha trattenuto in estate, Pogba sarebbe potuto davvero tornare alla Juventus.

Con Solskjaer è tornato il calciatore dominante visto spessissimo a Torino e a tratti a Manchester.

Questa azione contro il Leicester, mentre passa Ndidi come un carrarmato, è l’esemplificazione della potenza straripante di Pogba. Bakayoko è un calciatore che ha caratteristiche simili in termini di strappi, ma la coordinazione e la tecnica del centrocampista dello United sono di ben altro pianeta.

I numeri con Solskjaer sono da seconda punta di livello mondiale. Almeno questo è quello che penserebbe un lettore che vede queste statistiche, ma non associate a nessun calciatore.

E le sue qualità di leadership sono state rimarcate anche dal compagno Anthony Martial (altro elemento rigenerato da Solskjaer), il quale ha affermato che Pogba parla più nello spogliatoio rispetto a quanto faccia in campo. E come non ricordare il discorso ai compagni della nazionale francese a fine primo tempo nella finale dei mondiali contro la Croazia.

Pogba, in pratica, ha tutto quanto si possa desiderare da un centrocampista: potenza, strappi, leggiadria, colpo di testa, velocità, tiro, coordinazione, tecnica e leadership. Gli va fatta una bella tirata di orecchie per aver espresso queste qualità solo a tratti, spesso proprio per mancanza di volontà. Ma un Pogba al massimo, a livello fisico e mentale, non solo è il prototipo del centrocampista moderno, ma è un elemento a dir poco dominante.

In Italia qualcuno ha azzardato a paragonare Milinkovic-Savic al francese, ma la differenza di rapidità e mobilità (tra quelle più evidenti) rendono ogni paragone improponibile. Lo stesso Fabian Ruiz, per quanto promettente, non sarà mai completo come il centrocampista dei Red Devils.

 

Vincenzo Di Maso