• Tempo di lettura:3Minuti

Dopo essere uscito dalla Champions (lì solo applausi), il Napoli non riesce neanche nel suo secondo obiettivo stagionale. La Coppa Italia a dire di tutti si poteva vincere. Gli azzurri sono usciti, esattamente come lo scorso anno, ai quarti di finale. Con una piccola differenza, se vogliamo: lo scorso anno non si fece nulla per andare avanti!

Una partita stregata, se vogliamo. Col Napoli che è stato quasi sempre nella trequarti avversaria, senza per altro mai avere una occasione nitida. Per contro, il Milan ha fatto due gol sostanzialmente nelle uniche due occasioni in cui è entrato in area azzurra. Due gol identici. Palla lunga dietro Maksimovic, che perde di vista Piatek. Nel secondo gol l’ex Torino ha sbagliato anche la mossa successiva. Toccava lui andare a chiudere sul polacco, invece c’è dovuto andare Koulibaly, che era più lontano.

Una piccola riflessione, sulla quale torneremo nei prossimi giorni. Stasera nella formazione iniziale c’erano solo tre giocatori che c’erano con Benitez. Della formazione di Sarri, che è diventato un mantra negli ultimi tre anni, c’erano solo 4 giocatori: Koulibaly, Ghoulam, Allan e Insigne. Palese che si è iniziato a voltare pagina. Ed è chiaro che quasi tutti i giocatori che sono arrivati dopo non sono all’altezza di chi li ha preceduti. O forse è il caso di dire: non sono ancora all’altezza. Sta di fatto che gli ultimi mercati azzurri hanno portato a Castelvolturno forse un solo giocatore già pronto, Fabian Ruiz.

Partita assurda, si diceva. Che ha visto il Napoli in controllo assoluto, ma che ha pagato le indecisioni di qualche suo giocatore. Maksimovic non sembra essere all’altezza. In fin dei conti sta avendo ragione Sarri, che non lo faceva mai giocare. Ghoulam, ma è fisiologico, dopo un anno e passa di stop ha bisogno dei suoi tempi per recuperare. Per adesso è un lontanissimo parente di quello che ad inizio dello scorso anno era uno dei migliori esterni al mondo. Allan è completamente fuori fase. Magari con la chiusura del mercato si riprenderà, ma per adesso è improponibile. Lo sapeva Ancelotti che sabato non lo aveva neanche convocato, peccato che poi stasera non abbia fatto le stesse valutazioni.

Chiusura per Milik: lui è fortissimo solo in area di rigore, sa solo fare i gol. Ma lui è così, inutile aspettarsi altro.

Dulcis in fundo: oggi un paragone col Napoli di Sarri è improponibile, e la colpa non è di Ancelotti. Ma abbiamo la riprova che nel calcio i giocatori servono molto più degli allenatori. E devono essere giocatori fatti e finiti. I giovani sono belli da vedere, ma in certe occasioni vengono meno. L’esperienza ha un valore fondamentale.

 

Liberato Ferrara