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PERIN 6 Onesta partita del secondo portiere. Da segnalare alcune parate di ordinaria amministrazione e l’estremo tentativo di ribellarsi al destino, toccando un poco la palombella di Maxime Lopez che sancisce una sconfitta che brucerà a lungo e che apre scenari inimmaginabili.

DANILO 6 Gara lineare, fatta di giocate semplici e di autocontrolli ad impedire “sboronate” di cui non se ne ha bisogno. Dalla sua fascia i laterali neroverdi trovano pane per i loro denti e così le azioni si svolgono soprattutto a sinistra, là dove le praterie proliferano.

(KULUSEVSKI S.V. Forse prima della fine della stagione una folgorazione divina mi illuminerà sulla sua utilità)

BONUCCI 5 La versione della quale ci si dovrà abituare da stasera in avanti. Per la verità è da mo’ che Leo si trascina macchinoso, lento in modo indisponente, perdendo tempi e tempi di gioco, con un riflesso nei momenti in cui si deve cambiare passo, pari ad un bradipo lento (magari un bradipo veloce esisterà da qualche parte…). Riesce nell’impresa titanica di addormentare de Ligt e tutta la difesa, col suo “andamento lento”. Di lanci manco a parlarne. Quando si fionda in area avversaria, impiega mediamente dai 100 ai 120 secondi per rientrare. Il gol di Frattesi è da ascrivere ad un suo arretramento da “diesel”. Chi c’è dietro di lui? Il nulla.

DE LIGT 5 Dell’omone cazzuto e debordante arrivato dalle brume olandesi, non resta che una traccia in un paio di contrasti sullo 0 a 0. Poi, la nenia suonata dal compagno di linea difensiva lo circuisce entro ritmi soporiferi. Il Sassuolo ringrazia. Una volta era letale nei colpi di testa, ora stenta anche lì. E Raiola pensa già a dove piazzarlo.

DE SCIGLIO S.V. Tocca un paio di palle e nemmeno tanto male, poi un contrasto in mezzo al campo lo mette K.O. e “…la favola bella che ieri m’illuse, che oggi t’illude, o Ermione” finisce con un ginocchio che fa Giacomo Giacomo. Per lo meno avesse randellato Frattesi nella fattispecie… tanto la sportività a che serve?

(ALEX SANDRO 4,5 L’undicesima piaga d’Egitto, materializzatasi con 3500 anni di ritardo. Se un giocatore può esibire tutto il repertorio delle peggiori nefandezze a sua disposizione, l’applicazione di Alex Sandro in merito è totale. Palle perse, ripartenze gettate alle ortiche con lo scialo più colpevole, chiusure discutibili come da custode che mette il lucchetto al caveau di una banca. Entra a freddo, è vero, ma di tempo ne ha per riscaldarsi, eppure)…

CHIESA 6,5 Forse l’unico o uno dei pochi da salvare. Corre con pericolosità, fino a quando Maxime Lopez non lo azzoppa con un attentato all’incolumità che andrebbe punito col rosso ad occhio nudo. Il V.A.R. non interviene e quello che segnerà la rete finale resta in campo. Non ostante tutto Federico spazia da sinistra a destra e taglia l’area con inserimenti che almeno preoccupano la difesa emiliana. Voce che grida nel deserto.

LOCATELLI 5 Difficile la vita dell’ex, non è vero? Partita di sostanza impalpabile, qualche lancio ben fatto e tanta esistenza nelle retrovie, anche perché davanti tenta di palesarsi un ectoplasma transalpino e bisogna tenere le distanze (da lui certamente, vista la decovidizzazione recente). Forse la peggior partita da quando è arrivato alla Juve.

(ARTHUR 6 Ci prova, si sfanga un centrocampo che sembra la fotocopia del fronte franco tedesco nella Grande Guerra. Si produce in un dribbling di possesso da applausi, ma con utilità zero. Cerca di alzare il baricentro dello smistamento dei palloni , puntando alla vittoria e dando il fianco alle ripartenze e tac, l’ultima colpisce, ma lui non c’entra.)

McKENNIE 6 Per il goal, per la lotta all’ultimo quartiere di tutta la gara, per la voglia di ribellarsi al Fato. Certo però che quando vanifica un contropiede 4 contro 2 sull’ 1 a 1, in Paradiso si sono preoccupati assai dei travi traballanti… Luci ed ombre, quindi. Discontinuità, dunque. Assoluta necessità di mettere ordine nel proprio agonismo. Ma la maglia è sudata.

RABIOT 4 Già più volte ho pregato di non vederlo più e la nemesi mi punisce con regolarità. Per meglio dire è chi lo mette in campo che attenta alla mia salute mentale. Già si deve pensare e ripensare prima di schierare “Adrien les Chignonnaise” in condizioni normali, ma dal primo minuto, privo di minutaggio, è da masochisti. Infatti dopo i primi 45 minuti, il mister si accorge di aver combinato un’enorme “cappella” e lo lascia sotto la doccia. E che ci restasse… Non ricordo un movimento, non dico un passaggio o la partecipazione ad un’azione, ma un movimento di una qualche utilità. Come cantava Adamo: “ La notte…”. Fonda, aggiungo io.

(CUADRADO 6 Deve rifiatare, deve svagarsi, ma come fa, se ad ogni 3×2 lo costringono ad entrare per tamponare le mancanze altrui? Perde palloni e pazienza fino a quando non sono velenosi; si produce in scatti e volate sulla destra che comprendono il fumo e l’arrosto, fino al tiro a colpo sicuro che si vede deviato a Consigli battuto, da Ayahan. E da quel momento la manovra si fa sempre più approssimativa e lui con essa. Non è il Cuadrado dei bei tempi, ma in confronto ad altri compagni di disgrazie, si tiene a galla.)

DYBALA 5,5 “Much ado about nothing” Shakespeare says. Questa sera si scopre che il suo vero ruolo è tuttocampista arretrato. Se giocasse nel campionato spagnolo, avrebbe il soprannome di “veronica j muleta”. La fortuna non lo bacia in fronte perché sullo 0 a 0 l’unico marchio di fabbrica rimastogli si stampa sul palo. Con la Juve in vantaggio, si accettano scommesse che magari un punto si portava a casa. In settimana qualcuno mi ha scritto che con la Joya in campo è tutta un’altra Juve. Boh, sarà… Intanto, senza, si vinceva.

MORATA 5 Partecipa alla partenza rapida della squadra che si dovrebbe concretizzare indirizzando la partita sul giusto binario. Dopo di ché, aiutato dalla sparizione del centrocampo bianconero, si eclissa dal gioco e dopo un paio di rincorse in pressing, si stufa anche di quelle. Non gli arriva nulla e nulla fa per andarsi a procurare qualche pallone.
(KAIO JORGE 6 Di incoraggiamento e perché il mister dice che è sveglio. Cerca di riempire l’area a modo suo, anche se si vede chiaro che è una seconda punta di manovra e sfiora per un soffio un bel cross di Chiesa che sarebbe stata tanta manna. Se dobbiamo sperare in un ragazzino appena arrivato dall’altra parte del mondo, siamo messi davvero male)

ALLEGRI 5 Sbaglia la formazione perché confida fin troppo sui suoi ragazzi. Uno come Rabiot è già poco presentabile in condizioni normali, diventa autolesionistico farlo giocare se reduce da malattia debilitante. La conseguenza è che la lentezza si impadronisce della truppa e contro un avversario non trascendentale, ma svelto e veloce, si corre il rischio di pagare pedaggio. Detto, fatto e per ben 2 volte allo scadere dei tempi. Certo, l’intenzione è quella di far riposare i più stanchi o coloro che devono recuperare, ma chi dovrebbe non farli rimpiangere è spesso più letale delle cavallette. Nel buio di fine ottobre si vede pure qualche trama decente, ma si resta troppo sterili e così la porta avversaria resta un miraggio. Non parliamo poi della difesa che sta imbolsendo negli elementi esperti, con i “nuovi” che prendono pericolose derive. Max, ascolta me: meno turn over non obbligati, meno risate e battute in conferenza stampa. Non c’è niente da ridere, perché Chiello ha affermato che “la squadra è questa”, combinazione in una serata analoga, quando a far bella figura all’Allianz era venuto l’Empoli. Francamente non meritiamo di passare nell’anonimato 7 mesi di stagione. Si prevedono colpi di scena durante l’assemblea degli azionisti, venerdì a mezzogiorno, mezzogiorno di fuoco.

                                          Marco Edoardo Sanfelici