Erling Braut Haaland è sulla cresta dell’onda da poco meno di due anni. Il norvegese si è abbattuto come un ciclone sul calcio mondiale.

In 70 partite giocate dal suo approdo al Salisburgo, Haaland ha messo a segno 71 reti. Una media disumana chiaramente non spiegabile solo con il livello dei campionati. Nelle coppe europee l’ex Molde ha mantenuto finora una media superiore.

Quando scende in campo, la sua squadra parte già dal punteggio di 1-0. Ad appena 19 anni ha messo in grossa difficoltà un centrale rapidissimo e potente come Koulibaly. Con il passare del tempo Haaland sta anche acquisendo qualità tecniche non indifferenti. Il gol segnato contro lo Schalke, che ha sancito il 2-0, è di struggente bellezza.

Ci mettiamo la faccia: se il norvegese non avrà problemi fisici potrà superare Van Basten e altri leggendari centravanti. Oltre alla potenza devastante, è dotato di una capacità incedibile e di ottima tecnica. La differenza con Ibra è data dalla fantastica progressione palla al piede. Segnare a una media di oltre un gol a partita è disumano per un ragazzo di 20 anni.

Haaland è pazzesco, dominante, devastante, ha personalità, carisma, fame e voglia matta di diventare io numero uno. Messi e CR7 stanno passando il testimone, anzi, lo hanno oramai passato. A raccoglierlo sono due attaccanti con caratteristiche diverse, due veri e propri androidi.