Dopo i primi due match, entrambi conclusi in pareggio, sulla Nazionale di Roberto Mancini sembra essersi abbattuta una vera e propria maledizione. L’emergenza, seppur risolvibile visti i tanti convocati a Coverciano, inizia a diventare un caso mediatico.

Nel momento più delicato che l’Italia sta attraversando dalla vittoria a luglio dell’Europeo, come mai tutti questi infortuni di lieve entità portano i giocatori a lasciare immediatamente la squadra e il ritiro? Il fatto che questa sera, l’Italia sfidi la Lituania ultima nel girone con quattro sconfitte su quattro, può essere un fattore che in parte giustifica queste assenze.

Le defezioni sono tante, da Mancini e Zaniolo per la Roma, a Bastoni e Sensi per l’Inter, passando per Chiesa, Immobile e Verratti. Escluso Insigne, che ha dovuto lasciare il ritiro per motivi personali. Da quanto si apprende dall’ufficio stampa della Nazionale, nella maggior parte dei casi non si tratta di gravi infortuni, ma di relativi affaticamenti. Il fatto anomalo in realtà, è stato quello di aver fatto tornare tutti questi giocatori, alcuni giorni prima della fine del ritiro. Cosa che di certo avrà fatto irritare la maggior parte delle società della massima serie italiana.

Un esempio, potrebbe essere quello della Juventus, che dopo aver ricevuto la notizia dello stop di Chiesa, preferirebbe monitorare il giocatore più da vicino. Un trattamento simile a quelli ricevuti dai giocatori prima citati. Quello che potrebbe infastidire invece il CT Mancini, è proprio questo atteggiamento da parte di club e giocatori.

In un momento così delicato, dove anche la qualificazione al prossimo Mondiale è clamorosamente in discussione, la coesione del gruppo, simbolo della vittoria dell’Europeo, sarebbe dovuta essere l’arma in più al quale affidarsi.