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Disastro, non ci sono altre parole per definire il match di ieri sera. L’Italia ne esce a testa bassa, con molti interrogativi e preoccupazioni.

Qatar 2022– Se dopo la sconfitta contro la Macedonia non andare ai mondiali poteva sembrare una duro colpo, forse non partecipare a Qatar 2022 ci ha risparmiato delle amare delusioni. Sia chiaro, noi tutti volevamo tifare i nostri giocatori nella più grande competizione calcistica, ma dopo la partita di ieri siamo davvero sicuri che avremmo brillato? Con quanta sicurezza possiamo affermare che non saremmo tornati con la coda fra le gambe? Poca, troppa poca. Siamo onesti: Italia-Argentina di ieri sera ha sollevato parecchie preoccupazioni. Non siamo al livello delle altre top nazionali. Una Nazionale inferiore per tutti i 90 minuti in ogni zona del campo, un orrore da vedersi.

La Finalissima– È vero, quella di ieri era una “competizione” quasi al livello di una semplice amichevole. Nonostante non fosse un match di una competizione mondiale o europea, gli Azzurri sono entrati senza spirito combattivo. Un Messi in straordinaria forma ha insegnato come si gioca davvero a calcio ai nostri, e ok, Lionel viene da un altro pianeta, ma che su 11 giocatori nessuno riuscisse a fermare il tridente Messi-Lautaro-Di Maria ci fa capire quanto sia messa male l’Italia. Un altro aspetto, che ormai ci perseguita da troppo tempo, è l’aspetto offensivo: Azzurri mai veramente pericolosi; mai in grado di far pensare a una rimonta, o anche a un solo semplice gol. Bello persino notare lo scontro tra i due numeri 10: Bernardeschi contro Messi, direi che solo questo basta a riassumere il match.

Formazione– L’Italia si è presentata in difesa con la solita coppia Bonucci-Chiellini. Un duo sinonimo di sicurezza, ma le alternative quali sono? Giorgio ha terminato la sua carriera con la Nazionale, Bonucci è anche lui prossimo al ritiro. Quei due sono stati usati così tanto che non ci sono alternative a cui pensare. Bastoni, Acerbi, Mancini, Romagnoli e diversi altri, quante volte sono stati testati da soli, senza Bonucci o Chiellini accanto? E persino in attacco, agli ormai troppo deludenti Belotti e Immobile non ci altre opzioni. Questa è una squadra senza ricambio, destinata -e il Milan del 2013 ne è un esempio, con tutti i senatori che si erano ritirati- a sprofondare sempre di più.

Conclusioni– Una rosa non all’altezza delle altre, un ricambio generazione inesistente e una partita che ha dimostrato tutte le nostre pecche. Se questo trend dovesse continuare dimentichiamoci anche del prossimo Mondiale, se non anche del prossimo Europeo. Le colpe sono di tutti: Mancini che non vuole sperimentare (Scamacca partito dalla panchina, Bernardeschi preferito a Berardi, Tonali non convocato….); le squadre di Serie A che usano pochi italiani, e ancora meno i giovani. Insomma, c’è un grosso ciclo da invertire, e bisogna farlo subito.