In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Enrico Currò, giornalista de La Repubblica: “Mancini rinnova? Diciamo che la federazione sta andando alla massima velocità per bruciare sul tempo club che possono creare dubbi a Mancini, ma Gravina è convinto di riuscire a convincerlo a prolungare il contratto.

Mancini è molto seguito e di certo ci sono club in cui potrebbe guadagnare di più. Se tu, però, gli offri un contratto che per la durata ha in mano il futuro della scuola italiana, perché sarebbe fino al 2026. Gravina è ottimista di chiudere a fine aprile, anche per non arrivare all’europeo con quello stillicidio di voci sul futuro dell’allenatore della nazionale. Le richieste di Mancini? Non lo so, non sono in grado di rispondere”.

Lippi in Federazione? Non facciamo polemiche, perché non è il caso. Non voglio essere frainteso. So che l’intenzione di Gravina di riportare Lippi in federazione c’è, perché è ritenuto un padre nobile del calcio italiano. È altrettanto chiaro non possono esserci sovrapposizioni di ruoli. Qualunque ruolo sia, e io non lo so, il ruolo sarà non sovrapposto o intrecciato con quello di Mancini”.

“Mancini se firmerà il prolungamento saprà di avere la possibilità di portare a compimento questo ciclo che è iniziato benissimo. La proposta di Mancini per una rosa più ampia? È una richiesta comune a molti ct. Molti ne stanno parlando fra loro. Sanno benissimo che in una situazione particolare come questa, sotto la pandemia, tre giocatori possono essere un tetto rischioso. Quindi chiedono di allargare il numero di giocatori della rosa. Questa, però, è una decisione che spetta alla Uefa”.

“Credo che la Uefa nella riunione del 20 potrebbe anche pronunciarsi su questo. Credo che l’Uefa in questo momento si stia dedicando ad altro, come il ritorno dei tifosi allo stadio. C’è anche quest’app che è una sorta di passaporto anonimo. L’altra priorità è il nuovo format della nuova Champions a partire dal 2024. Champions a girone unico? Sì, quello non dovrebbe essere in discussione. Probabilmente, ma è una mia supposizione, con quattro squadre in più. Queste due priorità che sono molto grosse, fanno sì che il tema delle riserve per l’Europeo non sia stato ancora affrettato ma da qui al 20 c’è tempo” conclude Currò.

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