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Dopo la lunga pausa estiva, l’Italia tornerà a giocare una partita ufficiale in Nations League. La squadra allenata da Roberto Mancini giocherà contro l’Inghilterra, match valido per la quinta giornata del girone C. Gli azzurri e gli inglesi sono rispettivamente in terza e quarta posizione e questa sfida sarà fondamentale per il raggiungimento del secondo posto visto che si sfideranno Germania e Ungheria, ovvero le prime due del girone.

Vigilia molto particolare per Leonardo Bonucci a causa della contestazione da parte dei suoi tifosi, ovvero quelli juventini. Capitano dell’Italia in conferenza stampa, come ha riportato SportMediaset, ha raccontato le sue impressioni su questa vicenda:

“Ingratitudine? Se fossero stati gli ultimi tempi mi sarei sorpreso… Ma è tutta la carriera così, non mi spaventa nulla. Ho vissuto nella vita momenti peggiori, non mi spaventa ormai più nulla. Chi fischia un giocatore della nazionale italiana per me è una persona senza cervello, in quel momento il giocatore rappresenta tutta la Nazione e anche chi sta fischiando. Non vedo perché debba essere fischiato Donnarumma che ha solo fatto una scelta, non è stato il primo a essere fischiato e non sarà l’ultimo. Dobbiamo crescere dal punto di vista culturale, domani ci aspettiamo un San Siro carico”.

Sulla sfida con l’Inghilterra il capitano Azzurro si è espresso così. 

“Quella di domani sarà una gara molto importante, ci farà capire a che punto siamo del percorso. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale e le gare di giugno, con tanti ricambi, domani capiremo dove migliorare e in cosa. Non c’è gara migliore di questa per iniziare il percorso. Bisognerà stare attenti alle loro individualità, soprattutto in attacco hanno giocatori che possono decidere il match da un momento all’altro”.

Sul futuro della Nazionale il difensore bianconero ha raccontato che:

“C’è un po’ di mancanza di coraggio nel farli giocare, ma anche difficoltà nel trovare giocatori di un certo livello pronti per certe competizioni. Però bisogna lavorare e capire che per dare alla Nazionale una squadra all’altezza bisogna rischiare perché il rischio può dare soddisfazioni”.

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