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Il rosso a Leonardo Bonucci è stato determinante per la prima sconfitta dell’Italia di Roberto Mancini dopo 37 partite. Alla mezzora di gioco, il centrale della Nazionale è stato ammonito per proteste. Gavi era scivolato e il direttore di gara Karasev aveva visto un fallo inesistente da parte di Barella.

Al minuto 42, Bonucci ha ricevuto il secondo giallo. Gomito alto e Busquets, antisportivo e teatrale come al solito, è caduto a terra come se fosse stato sparato. Ciò non toglie l’irregolarità del difensore azzurro. Karasev avrebbe potuto risparmiare Bonucci? Probabilmente no, ma si è reso protagonista di grandi incoerenze.

Pino ha rischiato il rosso in due occasioni. Intervento cattivo punito solo con il giallo, poi altro fallo, quando era già ammonito. Chiellini ha chiesto giustamente l’espulsione. Il direttore di gara non si è lasciato influenzare.

Nel finale, Laporte è intervenuto su Kean in maniera scomposta e pericolosa in un contrasto aereo. Intervento da “arancione”, non sanzionato con il giallo da Karasev. Molto più da ammonizione questo che il secondo giallo a Bonucci, che pure ci sarebbe stato.

Non si contesta, pertanto, l’espulsione di Bonucci ma la direzione di gara totalmente incoerente. Agli Europei, Brych non era stato all’altezza di Italia-Spagna. Karasev non è stato da meno rispetto al collega tedesco. La differenza è che il fischietto bavarese sbagliò da ambo i lati. L’arbitro russo ha sorvolato su interventi degli spagnoli che, da regolamento erano da sanzionare come è stato sanzionato Leonardo Bonucci.