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Missione compiuta. Col minimo sforzo il Napoli passa il turno. Il risultato finale non deve trarre in inganno. Come volevasi dimostrare, la qualificazione non è mai stata in discussione. Meno di un quarto d’ora, ed è arrivato il gol di Milik che ha chiuso il discorso, ove mai fosse stato aperto. Poi il Napoli ha semplicemente smesso di giocare. Il che non è mai un fatto positivo. Perché alla fine la sconfitta non ha un effetto immediato, ma perdere non è mai una cosa piacevole. Ed alla fine qualcosa ti resta dentro.

Il pari è arrivato su un clamoroso errore in uscita di Allan, figlio della deconcentrazione. Gli azzurri hanno tenuto botta fino ad un quarto dalla fine. Poi ha letteralmente mollato gli ormeggi. I due gol finali non hanno alcun valore. Ma in ogni caso danno fastidio.

Il fiato sospeso dura appena un quarto d’ora, il tempo che ci vuole a Milik per fare 0 a 1 su azione da primo della classe di Mario Rui. Basta questo e già scorrono i titoli di coda. Partita chiusa e quarti già in tasca al Napoli.

Il pari del Salisburgo evidenzia più di un limite di Chiriches, sembra il canto del cigno, ma poi i mozartiani si portano avanti.

Il Napoli si adagia, è svogliato e un po’ presuntuoso. Alla fine ne prende tre ma poteva andar peggio.

La qualificazione è ovviamente in saccoccia ma dal Napoli del Magnifico Rettore (Ancelotti), defezioni a parte, ci si aspettava una prova più sostanziosa. Si va avanti ed è quello che conta.

Ci permettiamo intanto di incorniciare questo tweet: