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Dopo l’addio di Sarri molti tifosi azzurri, nonostante l’arrivo di uno degli allenatori più vincenti in circolazione, erano molto dubbiosi sulla possibilità di poter quantomeno competere nuovamente con la Juventus. Eppure il Napoli è ancora al secondo posto anche se il distacco dai bianconeri è importante. Analizziamo allora la prima parte di stagione della squadra di Ancelotti focalizzandoci sui punti di forza e su cosa andrebbe migliorato.

Il nuovo Insigne

Con l’arrivo del mister di Reggiolo il talento di Frattamaggiore sembra essere definitivamente esploso, complice il nuovo ruolo che gli permette di essere più vicino alla porta e di non fare chilometri sulla fascia. Nella nuova collocazione Insigne ha così totalizzato già sette gol e ben cinque assist diventando di fatto il fulcro di gioco del 4-4-2 di Ancelotti. Nell’ultimo periodo è apparso un po’ appannato, ma grazie al lungo stop potrà ritrovare la migliore condizione fisica per tornare ad essere decisivo sia in campionato sia in Europa League. 

La rosa lunga

Il presidente azzurro ha sempre cozzato su questo argomento con Sarri, mentre quest’anno Ancelotti sembra aver esaudito il suo desiderio. L’ex Bayern Monaco ha infatti puntato praticamente su tutti i giocatori disponibili riscoprendo vecchi tabù come Maksimovic e Ounas, due ragazzi praticamente mai utilizzati nella gestione precedente. Alla fine tutti hanno ripagato la fiducia del proprio allenatore permettendo ai titolarissimi di rifiatare, cosa che invece non fu possibile lo scorso anno e che, alla lunga, divenne il vero limite del Napoli di Sarri.

Il ritorno di Milik 

Finalmente quest’anno il Napoli ha a disposizione un centravanti in più, dato che il polacco ha giocato solo pochi minuti nelle passate stagioni. L’ex Ajax, dopo un avvio un po’ altalenante, sembra essersi scrollato di dosso tutte le critiche ripagando i propri tifosi con reti importantissime come quella di Bergamo o di Cagliari. Il suo ritorno è fondamentale però anche per tenere sempre sull’attenti i compagni di reparto, uno su tutti Mertens, che negli scorsi anni molto spesso si è adagiato sugli allori visto che non aveva concorrenza. Milik ad oggi è il capocannoniere degli azzurri e ha inoltre una percentuale realizzativa più alta anche di un fenomeno come Cristiano Ronaldo. Non sappiamo se il polacco riuscirà a mantenere questi standard, ma di sicuro rimane un’importantissima arma in più nella rincorsa alla Juve.

Ricarica obbligatoria

Dopo l’eliminazione dalla Champions il Napoli è sembrato piuttosto scarico sia a livello fisico che mentale. Contro l’Inter i giocatori hanno completamente perso la testa, e così sia Insigne sia Koulibaly salteranno gare importanti contro Lazio e Milan. Nella gara col Bologna, invece, gli azzurri hanno rischiato di pareggiare contro una delle ultime in classifica, che però andava molto più veloce e aveva quasi più voglia di fare risultato. La sosta farà solo bene a tutto il gruppo, che al ritorno dalle vacanze dovrà affrontare un girone di ritorno piuttosto complicato all’inizio e l’Europa League, diventata il vero obiettivo della stagione. 

La forza della mente

La distanza con la Juve sembra incolmabile dato che i bianconeri non danno nessun segnale di calo. Rincorrere una corazzata come quella di Allegri è logorante a livello mentale e questo si è visto nel capitombolo di Firenze dello scorso anno e sopratutto nelle ultime gare. Il Napoli ha bisogno di pensare solo a se stesso e in questo può aiutare sicuramente Ancelotti, che con la sua esperienza può tenere a freno sia il presidente sia i giocatori meno esperti.

Variazione necessaria

Dopo la prima sosta Ancelotti stupì tutti modificando quel 4-3-3 che Sarri prima di lui aveva costruito alla perfezione. Alla lunga però il nuovo modulo sembra essere diventato ormai un po’ troppo prevedibile e poco adatto ad alcuni giocatori. Un esempio può essere Hysaj, che non ha quella qualità offensiva richiesta dal nuovo allenatore. Il 4-4-2 sembra però aver fatto male anche a Callejón, ancora a quota zero gol in stagione e molto spesso anche sostituito per cercare di mettere qualcuno che saltasse l’uomo, qualità che manca allo spagnolo ex Real Madrid. Bisognerebbe magari inventarsi qualcosa di nuovo perché contro squadre molto chiuse il Napoli fa molta fatica come dimostra la partita a reti inviolate col Chievo o le tante vittorie di misura contro le piccole.

 

Gianluca Imparato