• Tempo di lettura:3Minuti

Mai come quest’anno il Napoli, prima ancora di pensare a comprare giocatori, deve vendere. Non solo, o non tanto, per fare cassa.

C’è la necessità di regolare il monte-ingaggi che è in questo momento probabilmente fuori parametro. De Laurentiis non si è mai spaventato quando si è trattato di pagare, magari anche grosse cifre, per rilevare il contratto. Ma è molto preoccupato dallo schizzare verso l’alto degli ingaggi.
Per capirci: prima di prendere un giocatore anche di seconda fascia da un milione di euro l’anno o poco più, deve uscire dalla rosa uno con quello stesso stipendio. Possiamo non condividere questa filosofia aziendale, ma non possiamo far finta che non esista.

Ci sono per altro alcune situazioni sospese. In primis quella di Allan. A gennaio aveva avuto una offerta dal PSG di 8 milioni a stagione, lui ne guadagna attualmente 2. Se resta, è chiaro che il contratto dovrà essere adeguato, diciamo più o meno raddoppiato. Ma in questo modo si corre il rischio di innestare una corsa al rialzo indiscriminata. Vendere Allan può diventare una necessità, anche per questo motivo.

La linea societaria in questo momento appare chiara: non si rinnova a nessun giocatore oltre i 30 anni. Stiamo parlando di giocatori importanti come Albiol, Mertens e Callejon. Si preferisce arrivare in scadenza, semmai col rischio di perderli a zero, ma non alzare il monte ingaggi.

C’è poi la situazione un po’ paradossale di Koulibaly, che dal primo luglio guadagnerà 7 milioni netti l’anno, come nessuno mai nella storia del Napoli. KK il giocatore simbolo della squadra, ma la cifra è imponente. Quindi nulla è impossibile.

Ecco perché il Napoli prima di comprare dovrà vendere, necessariamente. Ed i segnali in questa direzione non sono confortanti. Ieri ha parlato il direttore sportivo del Parma. Che ha detto, papale papale, che di riscattare Inglese e 25 milioni non se ne parla proprio. Sepe resta, a patto che resti gratis. Grassi è stato in prestito oneroso, ma ha giocato solo 5 partite. Come si vede il mitico tesoretto di cui tanto si parla non esiste. Ed il mercato in uscita condiziona le strategie degli acquisti.

Ospina ha fatto bene Ancelotti ne vorrebbe la conferma. Ma se Sepe non viene venduto, l’ipotesi più probabile è che torni a fare lui il dodicesimo. In questo modo si risparmiano i soldi da dare all’Arsenal, e poi c’è un ingaggio inferiore (di poco) da pagare. Sepe può inoltre fare il secondo ed è inseribile nelle liste UEFA.

Potremmo continuare a lungo, ma il discorso è chiaro. Si sentono tante voci, al momento appare difficile credere a tutte. È chiaro che Giuntoli conosce perfettamente la situazione, e si sarà mosso per tempo anche per le cessioni. Ma acquistare è facile, vendere lo è molto meno. Anche perché giocatori e procuratori hanno grandi voce in capitolo. E Giuffredi, che assiste Mario Rui e Hysaj, oltre Sepe, sta già affilando le armi, per dirne una.