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Come noto, l’Inter ha deciso di sospendere Radja Nainggolan a tempo indeterminato per motivi disciplinari. La società nerazzurra ne ha le scatole piene dell’atteggiamento poco professionale del belga, il quale pensa egoisticamente al divertimento personale e non al bene della squadra.

Il belga è stato praticamente più fuori che dentro questa stagione, tra l’altro non esprimendosi su alti livelli in campo. La continuità mostrata alla Roma è solo un lontano ricordo. Quando era in giallorosso il belga si è reso protagonista di comportamenti poco lusinghieri fuori dal campo, ma sul terreno di gioco ha mostrato sempre qualità e grinta. Non è il caso di quest’anno all’Inter. Da qui la decisione forte di una società seria, che ambisce a diventare top e a rinverdire i fasti di un passato non troppo lontano.

E nell’Inter del futuro, che si prospetta ben diversa da questa, lo spazio per Nainggolan ci sarà solo se l’ex Roma cambierà totalmente registro. La società ha fatto grandi sforzi per acquistarlo e Spalletti lo reputa centrale al suo progetto. La vita fuori dal campo e gli atteggiamenti poco professionali stanno invece causando non pochi problemi alla squadra e ai compagni. C’è gente che si allena nel migliore dei modi, porta avanti uno stile di vita salutare e spesso non scende in campo. Un Nainggolan non è pertanto un esempio positivo e la società Inter ha preso questa decisione forte, severa ma giusta, per fargli capire che non è questo il giusto atteggiamento per chi veste adesso la maglia nerazzurra.

Quanto successo al casinò di Montecarlo ha fatto davvero incazzare la società e le parole del calciatore a seguito dell’ingente perdita al gioco fanno arrabbiare ancora di più.

Caro Nainggolan, non sei Maradona né Ronaldo, quindi se non fai una vita da atleta le tue prestazioni ne risentono, ma danneggi la squadra e la società che ti paga tanti milioni a stagione. Vuoi divertirti? Fallo quando non sei più tesserato e non giochi più.

E la situazione verificatasi adesso dà ragione al CT belga Martinez, che fu tanto criticato per aver escluso Nainggolan dalla nazionale per i mondiali di Russia 2018. A giudicare dai risultati (semifinale e terzo posto) la scelta si è rivelata quanto mai giusta.