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Il presidente del Milan Paolo Scaroni si è espresso sugli step prossimi e a medio-lungo termine della società rossonera.

Bisognerà prima dirimere la questione San Siro. Sia Milan che Inter sembrano disposte ad abbandonare il glorioso impianto per trasferirsi in uno di nuova costruzione.

Venendo invece agli obiettivi della squadra, Scaroni ha toccato il tema del Fair Play Finanziario, che si ripercuote inevitabilmente sulle scelte di mercato. Il Milan dovrà ottenere il pareggio di bilancio, come scritto a più riprese.

 

Scaroni e il FPF

Già in data 11 febbraio Scaroni aveva toccato questo tema: «Qui ci sono due montagne da scalare: la montagna dei risultati sportivi e la montagna dei risultati economici. Quando incontro un tifoso pieno di entusiasmo che mi dice “presidente, perché non ci compra un altro grande giocatore?”, io gli rispondo “lo faremo, naturalmente se ce lo permetterà il financial fairplay”. E gli spiego il meccanismo che ti lascia acquistare giocatori soltanto con risorse che derivino da profitti del club. Spesso lui rimane colpito perché non conosce questa regola. Il calcio sta cambiando molto. E tutto il nostro mondo deve maturare».

Scaroni ha ripetuto il concetto nell’ambito dell’evento “Il Foglio a San Siro”: «Per vincere bisogna avere buoni giocatori, che costano tanto e a cui bisogna dare ingaggi importanti. Per avere giocatori così bisogna fare dei profitti perchè con il Fair Play Finanziario i patron non possono più fare un assegnone e prendere il giocatore. I ricavi del Milan sono fermi al palo, abbiamo gli stessi ricavi di 15 anni fa. Nel frattempo gli altri top club europei come Real, Barcellona e United stanno per raggiungere il miliardo di fatturato. Anche dobbiamo fare il loro stesso percorso, a partire dall’avere uno stadio nuovo, moderno e visitabile anche quando non c’è la partita. E’ un concetto diverso dal nostro. Dobbiamo fare lo stesso percorso e dotarci di una struttura efficiente dove si possa andare con tutta la famiglia. Questo permetterà di avere ricavi più alti, potremo comprare grandi giocatori e magari tornare a vincere la Champions. Senza fare questo non potremo fare nulla».

 

Quali sono stati gli accordi con l’UEFA?

In sintesi, la UEFA ha richiesto il pareggio di bilancio entro il 2021 (pena l’esclusione di un anno dalle coppe), applicando la trattenuta di 12 milioni dai premi Uefa e la rosa ridotta a 21 giocatori in Europa nelle stagioni 2019/20 e 2020/21. Pertanto, la sanzione è sicuramente lieve per il triennio in esame, ma in primavera, in sede di settlement agreement, verrà preso in esame il triennio 16-18. A quel punto sarà considerato anche il mercato 2017 con i 230 milioni impegnati.

Per quanto riguarda la licenza UEFA, il “monitoring period” slitta di anno in anno. Questa licenza va chiesta ogni anno e vengono presi in considerazione, T : T-1: T-2 dove ad esempio T=2018, T-1=2017, T-2=2016. Ogni anno l’UEFA controlla quindi un periodo.

In soldoni, il Milan dovrà inevitabilmente rientrare e ripianare il passivo superiore ai 100 milioni, ma potrà farlo in maniera autonoma e senza paletti. In teoria i rossoneri potrebbero spendere sul mercato a gennaio e giugno liberamente, ma poi entro il 2021 dovranno mettere i conti a posto. Le cessioni dei migliori saranno evitabili a patto che il fatturato aumenterà e verranno fatte plusvalenze. Servirà una gestione virtuosa e proprio per questo la società ha puntato su Gazidis.

Torniamo al punto di prima. Il 2017-2018 sarà l’annata che porterà a una nuova sanzione? Verrà applicata un’ulteriore multa? Verranno posti nuovi paletti? In base al discorso del triennio il Milan dovrà sottostare a paletti fino al 2022 e non solo fino al 2021? Queste sono semplici ipotesi e non possiamo avere alcuna risposta allo stato attuale. In primavera si giocherà una nuova partita. Pur non essendoci delle milestone ufficiali, il Milan dovrà comunque lavorare per gradi in modo da ripianare queste perdite entro, appunto, il 2021, fermo restando che la UEFA potrebbe estendere il periodo di osservazione fino al 2022.

L’importanza dei risultati dentro e fuori dal campo

E se il pareggio di bilancio andrà raggiunto nel 2021 o 2022 il Milan potrà spendere ora e poi cedere? Solo in linea molto teorica, perché non aumenti il fatturato dall’oggi al domani raddoppiandolo. La gestione virtuosa e un lavoro intelligente e arguto in termini di marketing potranno alzare il livello della rosa. Leonardo e i vertici Elliott sono consapevoli che il Milan dovrà andare per gradi. Facendo bene i compiti a casa, sia in campo che fuori dal campo, alla fine dell’orizzonte temporale delle limitazioni imposte dall’UEFA, il Milan avrà probabilmente la capacità di poter effettuare colpi importanti senza necessità di cedere. Allo stato attuale è utopia.

Per concludere, è vergognoso prendere in giro i tifosi affermando che il TAS stravolgerà tutto e che Elliott farà la voce grossa con l’UEFA, potendo poi spendere e spandere. Per contro, è altrettanto stucchevole affermare che il Milan sarà soggetto alla scure del FPF e sarà condannato all’austerity per i prossimi anni. Le future possibilità di spesa, lo ripetiamo, dipenderanno in toto, dalle capacità del Milan in campo e fuori dal campo di ottenere gli obiettivi prefissati.