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Quando il Milan ha annunciato Gazidis in molti, in preda entusiasmo, intravedevano l’alba di una nuova era a livello economico. Il dirigente sudafricano di origini greche era visto come la chiave per fare aumentare i ricavi. Il suo curriculum tra MLS e Ajax era di buon auspicio.

Sono passati 6 mesi e mezzo dal suo approdo al Milan, ragion per cui Gazidis non va attaccato a prescindere e visto come una disgrazia. Eppure qualche perplessità è lecita. Sei mesi non sono tanti, ma probabilmente sono sufficienti per portare un nuovo sponsor, anche piccolo, regionale. Al contrario, Suning era riuscita a portare all’Inter sponsor anche senza Champions e ci riferiamo a quelli non legati alla proprietà cinese. E il Milan, come l’Inter, è una società che in Europa ha vinto non poco, vantando tra l’altro quattro coppe campioni in più rispetto ai cugini.

Per uscire dal pantano del Fair Play Finanziario, la ricetta è aumentare i ricavi. Da mesi vi parliamo dei paletti UEFA e del ruolo fondamentale che possono rivestire nuovi sponsor. D’accordo che il Milan non ha raggiunto la Champions, d’accordo che Gazidis si è insediato da poco, ma il fatto che non sia entrato nulla non può non lasciarci perplessi.

Suning immediatamente aprì un ufficio a Nanchino, con una ventina di persone che si occupavano di sponsor. Il Milan ha scelto una figura adita, con un curriculum pazzesco, ragion per cui non ci si può trincerare dietro la mancanza di risultati.

Suning ha le mani in pasta in Cina e sa dove andare a parare, ma Elliott è un colosso e Gazidis dovrebbe avere le giuste competenze. Con Gazidis al timone, gli sponsor crescevano lentamente nei primi anni, per poi spiccare il volo. Sarà questo il caso del Milan? La speranza per il popolo rossonero è questa, ma da una parte bisognerà pur cominciare. Siamo ansiosi di sapere se già da questa estate verranno stipulati contratti con i primi sponsor targati Gazidis.