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Dopo cinque vittorie consecutive, il Milan ha ottenuto 5 punti su 18, vincendo solo contro la Lazio e pareggiando contro Udinese e Parma. Contro i biancocelesti è arrivata una vittoria sofferta che ha messo la squadra in posizione di forza per un posto in Champions. Poi il pareggio contro il Parma ha rimesso tutto in discussione.

Gattuso è il primo imputato di questo rallentamento ed è finito nell’occhio del ciclone. Il discorso tecnico va analizzato a 360 gradi. Il tecnico calabrese si è dimostrato capace di dare grinta, mentre a livello di gioco e produzione offensiva i risultati non sono stati soddisfacenti.

Questa stagione e la precedente sono state caratterizzate dal mercato di Mirabelli e Fassone, con oltre 230 milioni impegnati nell’estate 2017. In quella sessione di mercato sono arrivati, tra gli altri, Biglia, Borini, Rodriguez, Calhanoglu, Musacchio, Conti, André Silva, Kalinic e Kessie. In precedenza c’erano Donnarumma, Romagnoli, Calabria e Suso, tra quelli che giocano attualmente.

Contro il Parma e negli ultimi match hanno giocato, tra gli acquisti mirabelliani, Kessie, Biglia, Calhanoglu e Rodriguez. Alcuni sono stati rimandati, altri ceduti (André Silva, che non verrà riscattato dal Siviglia, e la comparsa Kalinic), altri non stanno incidendo e solo pochi stanno convincendo.

Discorso diverso invece per gli acquisti dell’ultima stagione e per quelli presenti già in rosa, tra cui Donnarumma e Romagnoli. Paquetà è stato un colpo importante e la sua assenza si sta facendo sentire.

Colpe gravi nella costruzione, che si stanno ripercuotendo anche adesso e rappresentano una gatta da pelare per la società. Poi ci sono le colpe del tecnico. Nel finale la formazione è stata: Donnarumma, Borini, Zapata, Romagnoli, Rodriguez, Suso, Kessie, Biglia, Castillejo, Cutrone e Piatek. Una formazione che lascia perplesso, con Biglia che ha preso il posto di Bakayoko e un 4-4-2 che lascia più di un dubbio, vista anche la presenza di un ala come terzino.