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Il Liverpool ha vinto il derby del Merseyside dopo un match rocambolesco, avviatosi oramai verso lo 0-0. L’Everton si è reso protagonista della sua miglior prestazione ad Anfield negli ultimi anni. I Toffees hanno sollecitato tantissimo la difesa di Klopp e Alisson ha dovuto salvare a più riprese. Entrambi i portieri sono stati ottimi, ma è stato Jordan Pickford a commettere l’errore decisivo che ha portato poi al gol del redivivo Divock Origi.

Dopo il gol Jurgen Klopp si è riversato sul campo, impazzendo letteralmente di gioia. L’esultanza con Alisson ricorda quella tra Oronzo Canà e Aristoteles nell’Allenatore nel pallone.

La partita ha riservato cose buone e cose molto meno buone per i Reds, i quali rimangono imbattuti e perfettamente in scia alla corazzata City.

Vediamo cosa c’è stato di buono e cosa di cattivo nel match dei Reds.

IL BUONO

Senza dubbio il “late drama” con la rete di Origi, eroe improbabile e pescato dal dimenticatoio. Ma ugualmente degna di nota è la prestazione di un Alisson sontuoso. Il portiere brasiliano era stato oggetto di critiche, ma ieri era in una di quelle giornate che giustificano totalmente l’investimento. Grandissima la parata su Walcott.

Mané e Shaqiri hanno disputato un buon match sulle fasce nel nuovo assetto di Klopp, mentre Fabinho, finalmente entrato in formazione, ha giocato ai livelli di Monaco.

Infine, non possiamo non menzionare l’apporto del pubblico, che in match così tirati e con i Reds che non si esprimono al meglio, risulta fondamentale. Grandissima spinta di Anfield, apporto che non mancherà mai a questo Liverpool.

IL BRUTTO

Virgil Van Dijk ha disputato una brutta partita, ancora peggiore di quella contro il PSG in Champions League. Sopratutto nel primo tempo, l’olandese ha buttato tanti palloni ed è apparso quasi timoroso. Spesso ha sbagliato la scelta tra il tackle e il temporeggiamento. I centrali hanno sofferto molto contro gli avanti dell’Everton, che per puro caso non hanno segnato. Se Insigne e Mertens saranno cinici, il Napoli potrà trovare presto un gol che potrebbe rivelarsi fondamentale.

Brutta anche la gara di Trent Alexander-Arnold, che ha sbagliato tantissimi cross e ha servito poco e male gli avanti Reds. Sui calci piazzati e nei cross hanno fatto male anche Salah e Shaqiri.

In attacco la coppia Salah-Firmino non ha assolutamente convinto. Colpa della forma mediocre dei due o dell’assetto sbilanciato? Klopp raramente ruota i calciatori in attacco e giocare sempre fa inevitabilmente affiorare una certa stanchezza. Nel match infrasettimanale contro il Burnley Klopp potrebbe pensare a una staffetta tra i due.

SALAH CENTRAVANTI

L’egiziano potrà continuare come numero nove? La condizione attuale non gli permette di essere brillante e anche sotto porta ha perso. Un gol ogni due partite è una buona media, ma bisogna considerare che lo score nel 2017/2018 è stato di 44 gol in 52 partite!

Probabilmente sarebbe meglio spostarlo al centro quando il Liverpool è in vantaggio, con i Reds che hanno quindi più spazi. Con ogni probabilità Klopp lo restituirà al suo ruolo originale sulla fascia. Non è un giocatore che fa sponde o dialoga nello stretto sotto pressione di due centrali: l’egiziano combina con i compagni fuori dalla morsa, dove si sente più a suo agio. Negli spazi invece riesce ad essere devastante anche al centro, ma con una difesa organizzata diventa tutto più difficile. Firmino, dal canto suo, gioca sempre al centro ma più in posizione di 10.

Con ogni probabilità Klopp riproporrà Salah su un lato e Firmino al centro, come pivot e non numero 10 con il compito di arretrare molto.

 

Vincenzo Di Maso