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L’Ever Banega acquistato dall’Inter nel 2016 era un calciatore che aveva vinto la Libertadores, due Europa League, un mondiale under 20, le Olimpiadi e la Coppa del Re. Per essere un calciatore non da top club mondiale, era uno con un palmares importante e che i giusti attributi. Eppure, al netto di alcune partite di livello, Banega fu una delusione. Al ritorno al Siviglia è rimasto comunque un titolare fisso in un club da Champions nonché uno dei leader. Da centrocampista centrale. ha messo tra l’altro a segno già 5 gol in 10 partite di EL.

Questo è l’esempio che l’Inter in questi anni non ha certo avuto tutti calciatori senza mentalità o tutti mezzi giocatori. Ricordiamo anche il campione del mondo Podolski e un elemento come Shaqiri che è impiegato spesso da Klopp nel Liverpool più continuo del nuovo millennio. Lo stesso Coutinho, mandato via troppo in fretta dall’Inter, ha fatto poi faville con i Reds. Ma se fosse rimasto in nerazzurro, difficilmente il brasiliano sarebbe esploso al punto tale da spingere il Barcellona a strapparlo alla concorrenza con un assegno di molto superiore ai 100 milioni di euro.

Il nocciolo del nostro discorso è che realtà come il Siviglia, con un fatturato pari a circa la metà di quello dell’Inter, riescono ad ottenere risultati e a mettere a proprio agio i propri calciatori. Nell’ambiente nerazzurro è tornato il male oscuro, quello degli anni in cui la squadra rendeva molto al di sotto delle sue potenzialità. Parliamoci chiaro, in squadra non ci sono Ronaldo, Vieri, Zanetti o altri grandi campioni. Il punto è che molti elementi rendono al di sotto delle proprie potenzialità.

Il motivo principale che ci sovviene è che si è cambiato troppo spesso (il trading causa FPF è stato necessario), non dando tempo ai calciatori di esprimersi al meglio. Qualcuno era troppo giovane, qualcun altro non era arrivato a titolo definitivo. Aggiungiamoci poi la presenza di compagni non all’altezza, e la frittata è fatta.

Spostandoci di qualche centinaia di chilometri dall’Andalusia e salendo verso la capitale, se alziamo il target troviamo l’esempio dell’Atletico Madrid. Grazie all’immenso lavoro dell’ex interista Diego Pablo Simeone (a breve termine non è previsto un suo approdo in nerazzurro) è stato cementato un gruppo, è stata creata la giusta mentalità e si sono innalzati i target. L’Inter aspira appunto ad alzare i target degli acquisti, ma servono uomini che ci tengano alla maglia e remino tutti nella stessa direzione.

Perisic e Nainggolan, che qualcosa hanno dimostrato, non sono più coinvolti nel progetto. Da troppo tempo Icardi pensa più a far parlare la moglie Wanda Nara e al maledettissimo rinnovo più che a segnare. Da un paio di mesi, oramai, l’argentino ha segnato un solo gol su azione. Ma diteci voi: questo Siviglia è superiore a questa Inter in termini di giocatori? Parliamo di quest’anno e del precedente. Il punto è che, pur con i tanti cambiamenti, rimane una squadra con 3-4 elementi di personalità e con un gruppo solido e con calciatori che hanno “fame”.