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Il vecchio che abbatte il nuovo: il Real di Ancelotti batte 5-0 lo Shakhtar di De Zerbi

Non è un buon periodo per Roberto De Zerbi. Dopo il fortunoso 0-0 contro l’Inter, il suo Shakhtar è stato schiantato per 5-0 dal Real Madrid di Carlo Ancelotti. Appena un punto per gli ucraini finora, considerando anche la sconfitta per 2-0 contro lo Sheriff all’esordio nel girone. Pur contemplando un eventuale vittoria contro gli uomini di Vernydub, l’accesso in Europa League è utopistico. Approdo nella seconda competizione UEFA, per ordine di importanza, che è possibile solo espugnando San Siro. Ancora più utopistico pensare a un successo al Bernabeu.

Il girone era obiettivamente difficile, ma questo Shakhtar ha convinto poco. Lo scorso anno gli ucraini sono arrivati in Europa League, battendo anche il Real nel girone. E Luis Castro, arrivato in semifinale di Europa League 14 mesi fa, non è esattamente un guru della panchina. L’inizio di Roberto De Zerbi è stato, pertanto, molto poco convincente. In campionato il club di Donetsk è secondo dietro la Dinamo Kiev e con due punti di vantaggio sul Vorskla.

Contro il Real i padroni di casa non hanno demeritato nel primo tempo. Prima dell’autogol, lo Shakhtar ha avuto un paio di occasioni e Trobin è stato impegnato solo con tiri da fuori. In occasione del primo gol, Benzema era in mezzo a due, ma la difesa aveva chiuso. Poi è arrivato il comico autogol.

Nella ripresa gli ucraini hanno avuto invece un crollo. Il gol di Vinicius è frutto di una disorganizzazione difensiva clamorosa. Ancora più grave alla luce del fatto che non è arrivato in contropiede, ma con difesa (mal) posizionata. Il terzo gol, sempre di Vinicius, è frutto di errori dei singoli. Sul quarto, di Rodrygo, altro errore individuale, ma c’erano due calciatori del Real completamente liberi. Il quinto, a tempo scaduto, deriva invece da uno scellerato posizionamento difensivo.

Lo Shakhtar ha creato occasioni ma non ha in nessun frangente messo sotto il Real. Nel primo tempo ha anche retto, ma si è poi sciolto. Tre del cinque gol sono arrivati per errori di squadra. Un leitmotiv per De Zerbi, ancora lontanissimo dalla sua filosofia di calcio. La differenza tecnica con il Real era evidente, ma questi problemi si sono palesati in tante altre partite. L’accesso ai gironi è stato frutto di episodi, con il Monaco che ha clamorosamente buttato via la qualificazione. Anche in quella doppia sfida gli ucraini avevano mostrato problemi di equilibri.

Da rivedere anche la tenuta psicologica. Dopo un primo tempo tutto sommato dignitoso, nella ripresa lo Shakhtar è letteralmente naufragato. Il Real è sicuramente la squadra più forte nel girone, ma rispetto allo scorso anno le cose sono andate ben peggio. Castro aveva avuto la meglio su Zidane e gli effettivi in campo non erano così diversi.

L’impatto di De Zerbi con questa nuova realtà, non di provincia ma più europea, è stato finora difficile. Il tecnico bresciano è, almeno finora, vittime dell’hype che ha avuto. Eccessivamente esaltato per l’estetica e addirittura avvicinato a Pep Guardiola, non è riuscito ancora a limare questi difetti. In più si è mostrato spavaldo in più di un’occasione. Non ultima quando affermò che il suo Shakhtar non avrebbe lasciato palla neanche al Real Madrid.

Questo impatto ha alcune similitudini con quello di Sarri alla Lazio. I due non stanno riuscendo ad esprimere il proprio gioco, per dirla in maniera papale papale. La differenza risiede nel fatto che la squadra di Sarri ha vinto due grandi sfide con grinta e determinazione. Questo Shakhtar non sta palesando un’anima combattiva.

Naturalmente a De Zerbi va dato tutto il tempo necessario. Ovvio che non può essere una questione linguistica e culturale. Nel 2021 ci sono grandi professionisti che fungono da trait d’union per rompere qualsiasi barriera tra tecnico e ambiente/squadra. Semplicemente il tecnico italiano non è ancora riuscito a far assimilare i propri principi di gioco. Un gioco che ha portato divertimento e anche punti al suo Sassuolo. Una volta riuscitosi, poi sarà chiamato a limare i propri “storici” difetti in fase difensiva.