• Tempo di lettura:2Minuti

Domani si riunirà il Collegio di Garanzia del Coni per discutere i ricorsi di Claudio Lotito (contro l’inibizione di 12 mesi), della Lazio (per la multa di 200 mila euro) e dei due medici biancocelesti Fabio Rodia e Ivo Pulcini (inibiti per 1 anno) contro la decisione della Corte d’Appello della Figc dello scorso aprile.

La Lazio era finita sotto processo per la violazione del protocollo Covid, la mancata comunicazione dei casi alle autorità sanitarie locali e il mancato isolamento dei positivi nei 10 giorni che vanno dal 28 ottobre all’8 novembre: le due partite di Champions contro Bruges e Zenit e quelle di campionato contro Torino e Juventus.

L’allenamento di 3 positivi nella rifinitura per lo Zenit, l’impiego di Immobile contro il Torino, non ammesso dal Tribunale come parte terza e la presenza in distinta di Djavan Anderson contro la Juventus.

In bilico la posizione del Presidente Lotito, il quale nel primo grado di giudizio fu squalificato dal Tribunale Federale con 7 mesi di inibizione. Squalifica che non avrebbe fatto scattare automaticamente la decadenza dal Consiglio Federale in cui è stato eletto in quota Lega A.

La situazione è stata capovolta nel secondo grado di giudizio in quanto la Corte d’Appello Federale ha comminato a Lotito una squalifica di 12 mesi (molto vicini alla richiesta iniziale della Procura Federale di 13 mesi e 10 giorni) che, se confermata, obbligherà il Presidente laziale a dover dimettersi anche dal Consiglio Federale con il rischio di non potersi nemmeno candidare alle nuove elezioni del 2025.

C’é molta attesa e preoccupazione nell’ambiente laziale considerato anche che il Collegio di Garanzia dello Sport non potrà intervenire nel merito ma solo su eventuali “applicazioni normative” ritenute errate o riguardo a “vizi procedurali”. Potrebbe dunque respingere i ricorsi, chiedere di riformulare le sanzioni alla Corte d’Appello Federale o addirittura arrivare ad annullare la sentenza.