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La stagione dell’Inter sta prendendo una pericolosa piega, con la querelle Icardi che non sta aiutando. Eppure i nerazzurri sono là, perfettamente in lotta per un posto in Champions. Questo nonostante fino a 6-7 giornate fa questa qualificazione sembrasse pressoché certa.

Dopo la momentanea epurazione di Icardi sembrava che la squadra si fosse ripresa, poi la vergogna Abisso e la pessima prestazione di ieri contro il Cagliari hanno fatto riaffiorare vecchi spettri.

In tutto questo, una delle poche note positive attuali è Lautaro Martinez. L’attaccante argentino ha preso il posto del connazionale al centro dell’attacco. Il girone di andata è stato di apprendistato, con tante difficoltà iniziali. Naturale quando arrivi dal calcio sudamericano e non sei Ronaldo il fenomeno, Kakà o Adriano, per fare dei nomi.

Mostriamo innanzitutto questo video con i movimenti di Lautaro nel match contro il Cagliari.

https://twitter.com/InterYaSkrinYa/status/1101846244245278723

La prima differenza che salta all’occhio con il Lautaro del girone d’andata è la maggiore integrazione nella squadra. La personalità non gli è mai mancata, ma prima sbagliava spesso movimenti. Adesso è un calciatore versatile, pronto ad andare a prendersi il pallone a centrocampo, a dialogare con il compagno e dettare il passaggio e sicuramente più bravo ad occupare lo spazio in area. In pochi mesi il ragazzo ha registrato questi progressi oggettivi.

In ben tre occasioni ha attaccato non il secondo, ma il primo palo. Lautaro ha trovato il gol in una, l’intervento difensivo salvifico di un difensore alla seconda, mentre alla terza ha colpito un palo. Movimenti da prima punta. Segreti carpiti da Icardi?

La maggiore sicurezza acquisita la si evince nel coraggio nel tentare i contrasti così le giocate. Il numero su Biraghi di domenica scorsa è tanta roba.

Si stanno già sprecando i paragoni, spesso con illustri connazionali come Tevez o Aguero. Lautaro non avrà mai la tecnica eccelsa dei due, ma ha capacità di lotta fuori dall’ordinario. Proprio per questo motivo viene chiamato “il Toro”.

Va migliorata chiaramente la tecnica di tiro. Contro il Cagliari è stato eccezionale ad attaccare lo spazio sul primo palo, ma quando si è trattato di tirare, da diverse posizioni, ha messo male il corpo, producendo conclusioni sbagliate. Ci si può lavorare, il ragazzo ha 21 anni e mezzo e i margini di miglioramento ci sono. Paradossalmente si sta disimpegnando meglio come prima punta, senza la presenza di un Icardi al centro. Trattandosi ancora di un progetto di grande giocatore, uno come Lautaro ha il potenziale per essere “modellato” e ha bisogno del giusto tecnico per cucirgli su misura un ruolo. Intanto i margini ci sono sia come prima punta che come seconda punta.