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Per la quinta partita consecutiva in questa Serie A, la Juventus di Allegri si è fatta rimontare il gol di vantaggio. Eppure, dopo essersi fatta rimontare, è riuscita nella controrimonta. Il 3-2 finale al Picco di La Spezia conferisce un po’ di serenità a un ambiente che stava diventando incandescente.

La Vecchia Signora ha subito gol per la 19^ partita consecutiva di serie A. La squadra bianconera ha quinti eguagliato la sua seconda peggior striscia di tutti i tempi. Per risalire a questo scomodo primato bisogna andare alla stagione 2009-10 con allenatori Ferrara e Zaccheroni). La peggiore striscia in assoluto è di 21 partite e risale a 66 anni fa.

Il primo tempo ha visto una Juve che ha indubbiamente tenuto palla. Chiesa non è stato brillantissimo. Dybala ha cucito il gioco e Kean ha sfruttato la sua rapidità. Eppure ci sono state troppe azioni estemporanee e frutto di giocate dei singoli. Lo spazia ha messo il naso fuori dalla propria metà campo pochissime volte, ma è arrivata al pareggio alla prima occasione vera e propria.

Quando i calciatori offensivi fraseggiano, liberando il terzo uomo nello spazio, la squadra bianconera esibisce effettivamente grande qualità. Il problema è che sono stati eventi che esulano da un gioco corale e ben oliato.

All’inizio del secondo tempo è arrivato il sorpasso dello Spezia grazie a un gol del giovane Antiste innescato perfettamente da Maggiore. Difesa della Juve fattasi trovare impreparata. Sbaglio clamoroso della linea difensiva bianconera. I due centrali sono stati lasciati soli, senza alcuna copertura di centrocampisti e terzini.

Ci sono state due chiavi di volta in questo match. Dapprima un salvataggio sulla linea del ben posizionato Locatelli su un tiro strozzato di Antiste. Poi una follia di Verde, che ha cercato di superare Chiesa sulla bandierina del calcio d’angolo, perdendo poi palla e innescando l’azione del pareggio. A quel punto gli spezzini sono andati in difficoltà mentale ed è arrivato ben presto il gol di De Ligt.

La gestione della Juve non è comunque stata delle migliori. Una difesa poco coesa ha regalato una netta occasione a Bastoni. Negli ultimi minuti potenziale occasione anche per Gyasi, lasciato solissimo al limite dell’area. L’italo-ghanese è poi incespicato e non ha trovato la coordinazione ma i bianconeri hanno rischiato.

Da apprezzare la reazione, con Chiesa che ha suonato la carica, evitando lo psicodramma. Juve che almeno ha dimostrato di avere gli attributi, ma il gioco è latitato. Individualmente Chiesa non è stato l’unico calciatore a disputare una partita apprezzabile. Non si sono visti però schemi degni di nota e la squadra è stata lunghissima. Nota di merito per i tre punti e la reazione, ma per certi traguardi servono grossi miglioramenti in termini di gioco.

Dal canto suo, lo Spezia ha dimostrato di non essere una squadra materasso. Thiago Motta sta lentamente trovando la quadra. Giulio Maggiore è un centrocampista che merita altri palcoscenici e si intravede un’idea di gioco. La salvezza non è un miraggio; non solo per il match di oggi ma anche per quanto di buono fatto vedere nelle precedenti due gare.