Le pagelle del giorno dopo di Marco Sanfelici: la Juve batte il Napoli, quanti rimpianti per i bianconeri in questo campionato. Se si fosse giocato sempre con questa intensità dove sarebbe oggi la formazione di Pirlo?

SZCZES…no BUFFON 7,5 Gigi, Gigi, Gigi. Lo speaker dice Szczesny, ma si presenta Buffon. Come per incanto i nervi si rilassano ed il colorito cadaverico del viso ritorna ad essere di quel rosato solito. Primo tempo da spettatore o quasi. Secondo tempo da autentico eroe. Si scalda con un tiro a colpo sicuro di Di Lorenzo e poi salva la “patria” su Politano e su Osimhen. Il suo vocione domina lo stadio vuoto come Mosè ordinava alle acque di aprirsi. Pare che sia stato lo stesso portierone polacco a suggerire la “mossa” a Pirlo. Beh, bel paraculo… Del rigore di Insigne non se ne cale…


DANILO 7 Quando a fine stagione si dovranno tirare le somme, Danilo sarà uno dei primi in cima alla classifica. Ha l’ordine di guardare Insigne a vista ed è Insigne che guarda lui. Fino a quando il brasiliano non è chiamato ad accentrarsi per dar manforte sulle folate partenopee, a sinistra il Napoli non sfonda nemmeno se lo aiuta San Gennaro. Peccato che abbia sempre un riguardo eccessivamente tattico quando trova campo aperto e troppo spesso tergiversi bloccandosi, invece di buttarsi ad attaccare lo spazio. E pensare che la castagna da fuori ce l’ha ed anche letale. Così facendo però domina una fetta di metà campo amica di spaventosa estensione e la difesa se ne giova a piene mani.


‘de LIGT 6,5 Non sempre precisissimo nei disimpegni, ma la sua stazza ha letteralmente distrutto Mertens che, pare abbia chiesto appena davanti alla sua panchina un pallone per vedere come fosse fatto. E’ degno compagno di Chiello nei colpi di testa e pericoli dalla contraerea non ne arrivano, anche perché le punte napoliste prediligono il rasoterra per ovvi motivi di statura. Piacerebbe però vedere l’olandesone azzardare qualche volta un’uscita perentoria, di quelle che faceva all’Ajax e che si è dimenticato a Torino.
CHIELLINI 6 Stilisticamente è imbarazzante, ma il mestiere lo sostiene come una cariatide sotto l’architrave dell’Eretteo. Esce palla al piede con le sembianze di Olivia, la moglie di Braccio di Ferro, ma almeno non rinuncia a portare la palla più lontano possibile da Gigi. Il disarticolamento del suo corpo lo porta a frapporsi tra pallone ed Osimhen che frana a terra come folgorato da una scarica di corrente industriale. La giacchetta gialla che stava meditando qualcosa di analogo da almeno 10 minuti, ringrazia dell’occasione e decreta il rigore meno rigore di quelli della frazione iniziale (su Chiesa c’è rigore ed espulsione, in campionati “normali”). Uno rotto a tutte le esperienze come Chiello, non doveva cadere nel tranello come una mosca nella tela del ragno.


ALEX SANDRO 6,5 Insisto con il 6,5 come nel derby, come tante altre volte in cui i preconcetti hanno avuto la meglio su tante menti. Si lascia scappare Di Lorenzo una sola volta e Buffon ci mette una pezza. Politano viene imbrigliato discretamente bene ed è dalla parte di Sandro che gli azzurri si incaponiscono a sfondare, senza riuscirci. Quando può il brasileiro cerca di ribaltare l’azione ed, alla malaparata, rilancia lungo, interrompendo i passaggi per uscire palla al piede che, per le coronarie e le budella sono condanne alla sofferenza pura. Per me è così e dei giudizi altrui come disse Clark Gable: “Francamente me ne infischio”


CUADRADO 6,5 Più sostanza che apparenza, più costrutto che svolazzi. La partita è una battaglia tattica, tecnica, fisica, agonistica, una sporca tenzone e Juan lo capisce subito. Cerca di stare più largo possibile per costringere le maglie azzurre ad aprirsi, non affonda più di tanto, ma quando lo fa finisce sempre in area in maniera pericolosa. Non gli consentono mai il cross: anche a Castelvolturno sanno studiare le partite… (McKENNIE 6 Spedito in campo per tamponare il disperato forcing finale degli avversari e per far loro la festa (dato che di feste e festini se ne intende). Si vede saltare addosso al portatore di palla un paio di volte e certo rimpingua un centrocampo partito etereo come i merletti di Gand ed arrivato alla meta più pesante di un pachiderma. Non si saprà mai perché da titolare fisso e decisivo sia diventato un jolly da ultimi 15 minuti).


BENTANCUR 7,5 Per distacco il migliore nella parte strategica del campo. Stantuffo tra fase difensiva e rovesciamento di fronte. Piace particolarmente la propensione alla dettatura del passaggio, facendosi trovare spesso tra le linee della terra di mezzo, per servire in profondità un compagno. Che in settimana gli abbiano fatto vedere tanti spezzoni di giocate di Miralem Pjanic, non è detto sapere, ma immaginare non costa nulla. Il capolavoro è l’assist a Dybala per il raddoppio, su imbeccata di CR7. Che rabbia: ci voleva così tanto tempo per capire come giocare nel centrocampo della Juve?


RABIOT 7 Spero di non tirarmi addosso gli strali di tanti juventini criticoni, se dico che forse la gara di stasera è la migliore giocata da “Adrien les chignon”. Talmente bella che salta anche l’elastico che tiene assieme la chioma svolazzante! Non perde una palla che una, è attivo su ogni pallone e non passivo come fino al derby, rincorre ogni avversario in alto, là dove inizia il pressing (se hanno fatto vedere Pjanic a Bentancur, Rabiot deve aver fatto indigestione di azioni di Marione). Sono pronto a scommettere che durante un allenamento qualche dirigente gli deve avere sussurrato all’orecchio che se non si svegliava a fine stagione poteva trovarsi un altro posto, lui e la “mamàn”. Non ci stavo più credendo: Rabiot sa giocare a calcio. Roba da osservatorio astronomico.


CHIESA 8 Il migliore per distacco. Procura a Ronaldo la palla del gol del vantaggio, recapitandolo con scritto sopra: “spingilo in porta”, a seguito di un’azione ubriacante, bevendosi 2 difensori con la semplicità di come si beve uno spritz. Viene seviziato da Lozano in area sotto gli occhi dell’arbitro, che debitamente istruito dal Palazzo, chiude emtrambi gli occhi per non dover concedere un sacrosanto rigore alla Juve e soprattutto decretare l’espunsione al partenopeo. “Chissà, avrà pensato, e se poi ci rimetto in carriera? Chi me lo fa fare?”. Chiesa corre, Chiesa pressa e recupera, Chiesa fa il terzino se occorre. Scusate la battutaccia: Chiesa al centro del villaggio. E’ stato più forte di me, pardòn. (ARTHUR 6 Entra per far sparire il pallone nel finale e in un’azione in mezzo al campo fa veder la biglia ai giocatori del Napoli, poi “sim sala bin” lo fa risparire per comparire tra i suoi piedi da un’altra parte. Fine dello spettacolo al circo)


MORATA 5,5 Il peggiore in campo, sono desolato. Dovrebbe far salire la squadra, ma si incaponisce a correre a testa bassa verso l’unica destinazione riservatagli: l’imbottigliamento. Ha sulla coscienza almeno 2 ripartenze che si devono concludere con la rete e non è nuovo della cosa, visto che già in altre gare riparte palla al piede e vanifica l’opportunità con scelte scellerate (come nell’ultima azione di contropiede allo scadere nel derby di sabato scorso). Ci vorrebbe più calma e più sangue freddo, questione di temperamento (DYBALA 7 Largo ai…dybalisti e chi li tiene… Dunque: che Dybala sia uno dei 5 più forti giocatori per tecnica individuale al mondo, è una cosa talmente assodata che non merita altro commento. Che Dybala però sia un problema tattico è una cosa assodata più del suo talento. Che facciamo? Si privilegia il gol marchio di fabbrica o si tiene conto del fatto che dopo la rete il Napoli approfitta dell’uomo in meno in copertura da parte della Juventus, dato che la Joya non ritorna indietro, per riversarsi nella metà campo bianconera? Perchè si deve analizzare tutto, non solo quel che fa comodo e se Dybala aggiunge, Dybala toglie pure. La coperta è corta in ogni caso. Ho detto. Tanto i dybalisti tirano dritto…)


CRISTIANO RONALDO 7 Scarta con cura il gianduiotto servitogli da Federico Chiesa e porta la Juve in vantaggio oltre che indirizzare il match nel verso giusto. Ma la chicca vera e propria è il contrasto in area napolista su cross dalla sinistra, CR7 di forza tiene palla e la smista indietro al sopraggiungente Bentancur che aggiusta il pallone per Paulino ed è il raddoppio. Il voto è l’espressione altresì delle corse indietro a fare in terzinaccio e liberare il pericolo. Perchè Ronaldo anche stasera dimostra di essere un reale “problema” per la squadra bianconera. Non c’è niente da fare: CR7 ha irrimediabilmente infilato il viale del tramonto.


PIRLO 6,5 Non mi sbilancio di più e non cambio convinzione. Apprendista stregone era fino alla vigilia della partita e tale resta. La scelta di Buffon è una folgorazione divina e non una sua genialata. Chiesa parte dalla fascia sbagliata ed appena cambia fronte, infila 2 tordi dalla maglia azzurra per l’assist a Ronaldo e fa 1 a 0. Schiera un Cuadrado più alto per contrastare Insigne, abbassando Danilo fino al livello dell’erba, salvo accorgersi che Insigne si marca da solo e sposta Danilo sul centro, facendo respirare Juan. Un elogio però gli va fatto: ha lasciato a casa Kulusevski ed è una nota di merito. Si ha come l’impressione che dove iniziano le sue manchevolezze, siano i giocatori a trovare le soluzioni, sempre che siano in serata positiva. Altrimenti sono dolori. Ultima osservazione: la squadra accetta di farsi imporre il gioco dal Napoli. Ne scaturisce la prova più convincente di tutta la stagione. Sta a vedere che l’ombra di Allegri abbia indotto Pirlo a ristudiarsi le partite di 5 anni “acciughiani”, scoprendo che anche aspettare per ripartire significa avere un gioco. Se no, che gioco avrebbe l’Inter , frutto di un “genio” da 12 milioni di euro a stagione? Questa sera, di fronte allo spettro di una perdita di 80 milioni, 5 più 5 meno (tale è la cifra in palio con o senza Champions l’anno prossimo), di tutte le teorie iniziali di un calcio propositivo, fatto di ricerca spasmodica del recupero del pallone, di attacco sistematico degli spazi ed altre facezie simili, non se n’è vista una che una. Solo contropiede e capacità dei singoli. Eppure, non so voi, ma io mi sono divertito molto di più di tante altre volte. E allora? Che siano tutte fanfaluche per i boccaloni e che alla fine conti solo e sempre chi fa un gol in più degli altri?

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