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La gara di sabato sera, anche se proibitiva, potrebbe costituire un crocevia importante per il futuro della Roma: reduce dal sofferto successo sul Genoa, la squadra giallorossa si appresta ad affrontare la Juventus con ancora molti giocatori chiave indisponibili e, certamente, non nel migliore dei modi per sfidare i campioni d’Italia.

Il successo a Torino manca da quasi 9 anni, quando la squadra di Ranieri si impose per 2 a 1 all’ultimo respiro, grazie ad una rete di Riise: da lì, solo sconfitte per i giallorossi e la particolare ricorrenza che le ultime tre gare tra giallorossi e bianconeri, si sono giocate tutte tutte sotto Natale e tutte vinte per 1 a 0 dalla Juventus.

Il fatto che probabilmente la gara potrebbe essere la partita della verità per il futuro di Di Francesco sa già di condanna a morte per il tecnico giallorosso.Nonostantele smentite, si starebbe facendo sempre più inquietante la figura di Paulo Sousa, investito ufficiosamente come candidato unico come successore alla panchina capitolina.

Il portoghese fu vicinissimo a sbarcare in giallorosso nell’estate 1994, ma il passaggio di Luciano Moggi nella dirigenza bianconera, fece cambiare destinazione all’allora 24enne, centrocampista dello Sporting.

Inutile ricordare che se per i bianconeri potrebbe essere l’ennesima vittoria, per la Roma potrebbe essere uno snodo importante per le prospettive stagionali, con indubbie conseguenze sulle scelte di mercato che verrà. I nomi su cui si sta cercando di stringere sono il centrocampista. Sanogo sarebbe vicino. L’ivoriano è un possente centrocampista di quasi 30 anni che gioca nello Young Boys. Maidana, che di nome fa Iago (da non confondere quindi con Jonathan, calciatore argentino del River), è un difensore brasiliano di quasi due metri.

La società ha poi puntato Michy Batshuay, che aveva fatto benissimo al Borussia ma poi al Valencia sta deludendo.

Oltre alla situazione del tecnico, sarà fondamentale pertanto quella del mercato in entrata. Per puntare al quarto posto servono assolutamente dei colpi e Monchi pensa a tre elementi in entrata.

 

Giacomo Cappellin