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Si parla spesso della magia della FA Cup, ma la Coppa Italia si è avvicinata. A Napoli e Roma si aggiunge la Juve tra le squadre eliminate. Mentre non ci aspettavamo un Napoli così brutto contro un Milan che aveva speso tantissimo e non avremmo mai pensato a un altro 7-1 preso dalla Roma, le avvisaglie per un match difficilissimo per la Juve c’erano tutte.

La Juve è in un periodo di pessima forma, in primis a causa degli infortuni. Mettiamoci poi che l’Atalanta è la squadra più in forma del campionato (ha pareggiato contro la Roma solo perché ha buttato il primo tempo) ed ecco gli ingredienti per una torta indigesta. Troppo più pimpanti e motivati gli orobici, troppo incerottati i bianconeri.

Poi a Bonucci si è aggiunto Chiellini tra gli infortunati. Una difesa inedita composta da Rugani e De Sciglio non può competere contro Zapata e i funamboli di Gasperini. Si sono pertanto materializzate condizioni uniche che avrebbero steso anche un toro. In campionato si rimedia a giornate così, mentre in una gara secca fuori casa il discorso è completamente diverso.

L’Atalanta è invece un gioiello di squadra. Ogni anno opera delle cessioni, ma tra settore giovanile e acquisti rimane sempre competitiva. Gasperini e i suoi giocatori meriterebbero di raggiungere un obiettivo tra il quarto posto e la vittoria della Coppa Italia. Non possiamo dare agli orobici lo scettro di favoriti per la vittoria finale, ma è uno scenario concreto. Nel finale l’Atalanta ha anche fatto accademia, mentre si è dimostrata coesa e bilanciata per tutto il match, non scomponendosi praticamente mai.

Ora servirà raccogliere i cocci in tutti i sensi. Allegri, espulso oggi e apparso molto nervoso, dovrà essere bravo psicologo. Poi molto dipenderà dalla condizione fisica dei calciatori. L’Atletico è quasi alle porte e servirà migliorare la condizione psico-fisica, anche se questi infortuni possono rivelarsi sanguinosi.