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La Juve non è riuscita a vincere le prime quattro partite di campionato, ma poi ha conquistato tre successi nelle ultime tre gare. Tutte di misura. Come di misura è stata la vittoria contro il Chelsea in Champions. Vincere aiuta a vincere e i bianconeri sembrano essersi scrollati di dosso quelle problematiche psicologiche che ne avevano attanagliato le prestazioni.

I bianconeri hanno 10 punti di distacco dal Napoli capolista. Nel 2015/2016 la squadra di Allegri arrivò a stare a 11 punti dalla Roma capolista, dopo 10 giornate. La chiave di volta fu il derby contro il Torino, vinto agli ultimi scampoli del match. In maniera simile, i bianconeri hanno vinto il derby sabato scorso. Sono naturalmente due Juve ben diverse.

Quella del 2015/2016 poteva contare su un centrocampo formidabile, la BBC in difesa, mentre in attacco c’erano Dybala e Morata, come adesso. Non c’era una vera e propria rivale. La Roma partì benissimo, poi crollò e fu rimessa in piedi da Spalletti con uno straordinario girone di ritorno. Il Napoli prese la vetta ma fu tallonato dai bianconeri. Dopo aver perso lo scontro diretto di febbraio, gli Azzurri furono sopravanzati facilmente dalla squadra di Allegri.

A scudetto acquisito, Buffon affermò che gli schiaffoni avevano fatto bene alla squadra e furono la benzina che diede lo stimolo. Un po’ come sta succedendo adesso, anche se un raffronto accurato è prematuro. Certamente i bookmakers danno credito alla squadra di Allegri, ma non come favorita. D’altronde il centrocampo è lontano da quello di anni fa, Bonucci e Chiellini hanno 6 anni in più, così come Cuadrado. Sczeszsny non è Buffon. Pur avendo perso CR7 in estate, l’attacco non è inferiore a quello della storica rimonta. Dybala e Morata c’erano e adesso è presente uno Chiesa in più.

Oltre alla gara contro il Torino, vinta all’ultimo, l’analogia sta nel fatto che ci sono più possibili rivali e nessuna è una corazzata. Tuttavia le milanesi e il Napoli attuale sono squadre di livello. Nel match tra un Milan in forma e una Juve convalescente ne è venuto fuori un pareggio da mille sfaccettature. La sensazione è che, anche a regime, vi sarà equilibrio con gli altri club.

La tabella di marcia deve recitare 29 punti nelle prossime 12 e 42 nel girone di ritorno. La quota scudetto è sugli 85 punti. Allegri può vantare una squadra di livello. Non ai livelli di quella di sei anni fa. Ci sono centrocampisti bravi ma manca loro la consapevolezza. Molto dipenderà dal ritmo delle altre. I bianconeri non possono permettersi passi falsi negli scontri diretti. Vincendo contro Roma e Inter potrebbero tuttavia aprirsi scenari molto interessanti.