Inter-Eriksen, le incongruenze dei racconti

L’affare che dovrebbe portare Christian Eriksen a vestire la maglia dell’Inter ha vissuto tanti sviluppi nei racconti di coloro che hanno parlato della trattativa. I vari giornalisti che hanno seguito l’affare hanno riportato cifre ben diverse per quanto riguarda la richiesta e l’offerta.

In pratica, ogni giorno l’Inter avrebbe presentato un’offerta, spesso più bassa di quella precedente, secondo le cronache. Lo stesso Tottenham evidentemente è estremamente lunatico, in quanto cambia in continuazione il prezzo richiesto.

Così pure il giorno della chiusura dell’affare è diventato un rebus, per non parlare del momento in cui Eriksen non dovrà essere convocato. Contro il Norwich, almeno a detta di Mourinho, il danese farà parte dei 18 a disposizione del tecnico portoghese.

C’è inoltre un altro punto su cui si potrebbe discutere. Cosa cambia per il Tottenham ricevere 17 o 20 milioni? E poi perché l’Inter starebbe aspettando per 2 milioni in più o in meno? Perché l’Inter non ha chiuso prima per Eriksen? Far giocare al danese una partita in più o in meno potrebbe essere decisivo ai fini degli obiettivi.

La conclusione è semplice. L’affare non era sicuro e fatto al 100% come ce lo hanno raccontato. Il giocatore ha scelto, ma si stanno dirimendo vari dettagli, di cui chiaramente nessuno è a conoscenza. Perché l’Inter poi aspetterebbe tanto per accontentare il Tottenham? Perché cincischiare per soli 2-3 milioni? Ciò non avrebbe alcun senso, proprio perché è di fondamentale importanza avere il ragazzo quanto prima possibile.

Altro discorso da fare: perché perderlo ora per un tozzo di pane e non a giugno? Il Tottenham fattura oltre 400 milioni di euro e 20 milioni incidono in maniera trascurabile sul bilancio. L’ipotesi è che la società non abbia alcuna intenzione di vendere Eriksen adesso, ma l’Inter e il giocatore stiano spingendo per il trasferimento a gennaio. Da qui il fatto che la trattativa che dovrebbe portare il danese all’Inter sta durando più del previsto.

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