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La partita tra Inter e Lazio è stata estremamente combattuta ed equilibrata. A differenza di Milan e Roma, che non hanno espresso alcun gioco, i nerazzurri sono stati sul pezzo. Non è un Inter in crisi né sfilacciata, ma che ha mostrato dei limiti dovuti sia a qualche elemento in campo sia alle assenze.

Per quanto riguarda gli xG, il match è stato in sostanziale equilibrio. L’Inter ha avuto xG pari a 1.7, anche per l’occasione clamorosa capitata a Skriniar a inizio partita. Poi ci sono state tante mezze occasioni, ma pochi tiri davvero pericolosi, se non da fuori. L’Inter ha dato tutto nell’assalto finale, più di agonismo che di testa, per acciuffare un pareggio che sarebbe stato fondamentale.

Ma allora cosa non ha funzionato? Perché non ci sono state occasioni davvero clamorose?

Non possiamo non toccare il tema Icardi, sul quale si sono spesi fiumi di inchiostro. Nel weekend è andata in onda l’ennesima puntata della telenovela. Spalletti ha parlato certamente dopo essersi consultato con la società. Le parole sono state, pertanto, proferite di concerto con la dirigenza. L’Inter e Icardi non hanno dissotterrato l’ascia di guerra in via definitiva. Non ci resta che attendere le prossime puntate. Lautaro non aveva fatto rimpiangere il connazionale, ma era out per i postumi di un problema fisico avuto in nazionale. A quel punto Spalletti si è trovato costretto a puntare su Keita.

Il problema non è stato dato dalla prestazione del senegalese, il quale ha giocato di squadra, combinando con i compagni e rendendosi protagonista di qualche spunto interessante. La manovra non era invece fluida. L’Inter arrivava in zona offensiva non grazie a un gioco corale, ma per rabbia agonistica. Ci sono stati alcuni elementi a trascinare la squadra, mentre altri hanno mostrato i propri limiti.

Quando l’Inter attaccava, si disponeva con un 4-2-3-1 con Vecino avanzato, posizione che ne esalta le qualità di inserimento. Borja Valero impostava, mentre Brozovic era chiamato al doppio lavoro. Mancava tuttavia un incontrista e spesso la Lazio si è ritrovata ad attaccare in parità numerica e con varie opportunità per trovarsi davanti a Handanovic. La disposizione della Lazio, molto accorta e con due linee corte e organizzate in maniera maniacale, ha impedito ai centrocampisti di completare molti passaggi. Asamoah, l’unico calciatore lasciato più libero di impostare, ha sfondato il numero dei 100, mentre nessun altro ha superato i 70 passaggi.

Quando, nella seconda parte della ripresa, la Lazio ha arretrato il baricentro, l’Inter ha avuto la possibilità di portare avanti questo assalto, un assalto che non ha sortito i frutti sperati. In primo luogo mancava una punta centrale vera, mentre in secondo luogo la manovra è stata quasi monotona e gli unici pericoli sono arrivati da tiri da fuori. Paradossalmente il portiere più impegnato è stato Handanovic e non Strakosha.

Vista la linea disposta da Inzaghi, i centrocampisti hanno faticato a impostare, creare e trovare l’imbeccata. Per quanto riguarda le ali, l’unico che si è mosso creando qualche difficoltà è stato Politano. Candreva, impiegato praticamente da ala aggiunta, con Politano che si è leggermente accentrato, ha fallito totalmente. L’ex biancoceleste ha sbagliato tanti cross e ha portato troppo palla.

Anche a inizio secondo tempo, l’Inter ha assaltato la retroguardia biancoceleste. Ma i 4 cross nel giro di pochi istanti non hanno sortito effetti, proprio perché non imprevedibili e perché i difensori della Lazio hanno bloccato tutti i pericoli sul nascere. L’entrata di Nainggolan avrebbe potuto dare nuova linfa, ma il belga è stato ben controllato e l’unica cosa degna di nota da parte sua è stata quel tiro dalla distanza facilmente bloccato da Strakosha.

La Lazio ha potuto pertanto giocare nella sua comfort zone, mentre l’Inter ha mostrato limiti, vista anche l’assenza di un attaccante vero in area, quando è stata chiamata a creare e costruire. E non è poi arrivato il gol né da tiro da fuori né da palla inattiva, le uniche due possibilità per scardinare una retroguardia così attenta, soprattutto quando non hai un centravanti puro né elementi di grande tecnica capaci di grandi giocate.