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Il pandoro è andato oggi di traverso all’Inter. I nerazzurri hanno ingoiato un boccone amaro, gettando letteralmente alle ortiche la partita. Il Chievo ha fermato i nerazzurri dopo il Napoli, ma se per gli azzurri qualche piccola attenuante c’è (bus parcheggiato dai clivensi, match dopo la sosta e prima della Champions), per l’Inter non vi sono giustificazioni. Perisic aveva sbloccato la partita (un gol dopo 33 tiri senza segnare), non ci sono partite europee vicine e la condizione fisica non è pessima).

La squadra di Spalletti vanta un divario netto nei confronti del Chievo e avrebbe dovuto gestire molto meglio la partita, segnando il secondo gol e mettendo la parola fine sul match. Il gol di Pellissier non è ammissibile. Un calciatore di 39 anni ha preso il tempo alla difesa quando quest’ultima avrebbe dovuto prestare la massima attenzione. Così non è stato ed è arrivata la beffa.

Il primo in ordine di colpe è De Vrij, seguito da D’Ambrosio e poi Skriniar. Per il terzo posto la difesa va più che bene, ma considerando che Suning ha propositi bellicosi, nei prossimi anni servirà probabilmente un centrale top.

Nota di demerito per il centrocampo, poco adeguato a certi livelli, mentre Lautaro non fa nulla per mettere in difficoltà Spalletti nelle scelte. Fino a prova contraria, l’argentino vale meno di Ciccio Caputo. Lautaro deve dimostrare le sue qualità, entrando in campo con un’altra testa e migliorando a livello decisionale.

Il posto in Champions non sembra in pericolo, anche perché la concorrenza non è all’altezza, ma per raggiungere certi livelli in Italia e in Europa la proprietà dovrà operare un grosso restyling.