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Come noto, il Napoli ha ieri depositato il ricorso contro la squalifica di Kalidou Koulibaly. Come noto, il difensore senegalese è stato espulso dopo aver applaudito l’arbitro Mazzoleni. Quest’ultimo non era intervenuto a seguito dei vergognosi e reiterati cori razzisti nei confronti dello stesso Koulibaly, il quale è esploso dopo un cartellino giallo applaudendo ironicamente il direttore di gara.

Ricordiamo che la squalifica è stata comminata per la diffida e il rosso, arrivando da regolamento a due giornate. Proprio a norma di regolamento non ci sarebbe nulla da fare, ma c’è da dire che si è configurata una situazione molto particolare che ha portato Koulibaly a indignarsi in quanto nessuno è intervenuto per fermare la partita a seguito dei cori razzisti. Si dovrebbe pertanto creare un precedente. Un precedente che sarebbe giustissimo in nome del buon senso e proprio per capire la posizione di un calciatore vessato da una grossa fetta di cerebrolesi a San Siro, dai quali la società Inter e la maggior parte dei suoi tifosi hanno preso le distanze.

L’avvocato del Napoli, Mattia Grassani, ha presentato questa strategia difensiva: “Esiste un precedente, quello di Muntari espulso dall’arbitro Minelli nel finale di Cagliari-Pescara del 30 aprile 2017, per avere reagito ai cori razzisti rivolti nei suoi confronti, abbandonando il campo. Ebbene in appello quella giornata di squalifica fu tolta. A questo punteremo con la società e lo stesso Kalidou, il quale non vuole che un applauso pesi più degli ignobili cori razzisti”.

Il punto è che l’allora calciatore del Pescara protestò direttamente per i cori razzisti, mentre Koulibaly ha applaudito direttamente il direttore di gara a seguito del giallo. E non è la prima volta che un calciatore viene espulso dopo aver preso il giallo e aver applaudito l’arbitro. Per questi motivi la situazione è diversa.

E c’è anche il problema che Koulibaly aveva  dichiarato di aver applaudito ironicamente contro il pubblico, ma l’arbitro ha interpretato diversamente. Sembra palese che l’applauso sia stato diretto a Mazzoleni. A quel punto non è facile dirimere la materia grigia. Se il giudice si atterrà pedissequamente alle regole, Koulibaly non sarà reintegrato.

Pertanto, sarà necessario che il giudice mostrerà un atteggiamento molto comprensivo circa le motivazioni che hanno portato al gesto, creando un precedente, vista la differenza con il caso Muntari. Caso Muntari che è diverso ma ha tuttavia un comune denominatore, ovvero entrambi i calciatori sono stati espulsi dopo una reazione a seguito di atti razzisti. E il buon senso farebbe propendere per l’accoglimento del ricorso.