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Quando la Juve perde parte la caccia alle streghe. Si cerca il colpevole, e non si tiene conto di nulla, il passato non conta. Quando alla Juve un giocatore non serve lo si mette alla porta, anche se si chiama Del Piero, anche se si chiama Buffon. Ed i tifosi della Juve sono come i dirigenti: cinici, spietati. Lo scorso anno hanno contestato una squadra in testa alla classifica, reduce, all’epoca, da sei scudetti di fila.

Quando il Napoli perde (capita qualche volta in più) non si cerca il colpevole, si cerca l’alibi. Lo fanno il tecnico, la società, i tifosi. Ieri sera il colpevole è stato l’arbitro per il rosso  Meret. Dico la mia, sapendo di dire una cosa che non farà piacere ai tifosi azzurri: il rosso c’era tutto (come decretato anche da moviolisti come Marelli o Bergonzi). Anche se non c’è stato contatto, l’uscita del portiere azzurro ha ostacolato Ronaldo. Il rosso ci poteva tranquillamente stare.

Quasi nessuno ha sottolineato che la colpa principale è stata di Malcuit, che ha dato un pallone da schiaffi. E quasi nessuno ha sottolineato l’errore di Ancelotti al momento della sostituzione. Togliere Milik non aveva senso. Quando giochi con un uomo in meno, hai bisogno di un attaccante in grado di allungare la squadra. Errore tanto più grave in quanto in panchina non c’era nessun altro con le sue caratteristiche, in caso di necessità nel finale. Se non si aveva il coraggio di fare subito la mossa di passare ad una difesa a tre, come ad inizio ripresa, l’uomo da cambiare era Insigne. È sempre la seconda punta ad uscire in casi del genere.

Insigne, errore grave: troppo buonismo è dannoso

A proposito di Insigne: nessuno vuole criminalizzarlo per l’errore dal dischetto. Ma la cosa non deve neanche passare in cavalleria. Un errore resta tale, a prescindere. Questo qui è un errore pesantissimo. Ripetiamo: nessuna criminalizzazione, ma neanche un eccesso di buonismo. Insigne ha sbagliato, e va detto senza cercare alibi. Sbagliare un rigore è errore grave, gravissimo. Qui sembra quasi che sia una cosa sbagliata.

Ieri il campo ha dimostrato che sulla carta non ci sono 16 punti di distacco con la Juve. Gli azzurri hanno per larghi tratti dominato. Ma non è la prima volta che si raccoglie meno di quanto seminato. Una volta si può parlare di sfortuna, ma quando la cosa è sistematica c’è qualcosa che non va. Discorso opposto per la Juve. Ha vinto l’ennesima volta una partita che non avrebbe meritato di vincere. Una volta di parla di fortuna, ma quando la cosa è sistematica non può essere così.

Alla fine se non si fa come lo struzzo, si vede che un motivo per cui la Juve ha 16 punti in più c’è. E non è solo un problema di fatturato. C’è anche qualcosa che non va nel Napoli. E quando si dice Napoli il riferimento è la squadra, tecnico, società, tifoseria. Vincere non è certamente la sola cosa che conta, ma non possiamo neanche far finta che sia una cosa insignificante. Si scende in campo per vincere, o no?

 

Liberato Ferrara