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La Roma di José Mourinho ha concluso il proprio campionato con la qualificazione all’Europa League. Posto condiviso con i cugini della Lazio. Decisiva per i giallorossi è stata la vittoria contro il Torino.

Ma come possiamo giudicare la stagione di questa Roma? Guardando ai numeri, possiamo constatare che il punteggio finale è più o meno simile a quello di Paulo Fonseca. Sul campo la squadra giallorossa ha ottenuto gli stessi punti. La classifica dice un punto in più, dovuto alla sconfitta a tavolino di Verona-Roma dell’inizio della scorsa stagione.

Mourinho non ha avuto Spinazzola per quasi tutta la stagione. Ha però avuto Zaniolo. L’esterno tosco-ligure veniva tuttavia da una stagione intera in cui è stato infortunato.

Sul mercato sono arrivati, tra gli altri, Viña, Abraham, Shomurodov, Rui Patricio e Sérgio Oliveira. Il bomber inglese ha sostituito Edin Dzeko. Quest’ultimo, pur essendo ancora valido, è avanti con gli anni. L’ex Chelsea è invece nel pieno della carriera e ha dato maggior freschezza. Nonostante il calo fisico finale, le sue zampate nell’ultima gara sono valse la qualificazione ai giallorossi.

Spinazzola è stato sostituito da Zalewski una volta entrato a regime. D’altronde Mourinho ha dato spazio a vari giovani, attingendo al florido vivaio giallorosso. Basti pensare a Bove e Volpato, protagonisti contro il Verona. Non dimenticando Felix, pupillo del tecnico portoghese.

Il campionato di questa Roma è stato contraddistinto da più ombre che luci. Il rendimento è stato altalenante e non sono mancate le brutte battute di arresto. Il punto più basso della stagione è stato il 6-1 preso a Bodo.

Eppure quella gara ha fatto capire quali erano i calciatori non adatti e accantonati, momentaneamente o del tutto. Quella disfatta è stata la causa scatenante che ha portato il tecnico a puntare su alcuni giovani. Questi ultimi hanno dato un contributo tutt’altro che trascurabile. Basti inoltre pensare ai gol di Felix a Genova.

Le brutte figure sono state tante e, naturalmente, questo campionato non può essere considerato positivo. Tuttavia c’è un però. La Roma non è mai capitolata. Quando ha visto l’abisso ha reagito e si è salvata. La spirale negativa si è interrotta e ha raggiunto la qualificazione all’Europa League.

In tutto questo, nonostante 10 gol presi in 3 partite contro i norvegesi e le grandi sofferenze contro il Vitesse, la squadra ha reagito, vincendo la gara decisiva. Rifilare quattro palloni al Bodo dopo tre gare molto difficili è eloquente del fatto che è fondamentale tirare fuori la zampata al momento giusto.

La Roma di José Mourinho è in finale di Conference League. In molti sminuiscono la coppa, affermando che il Tottenham la ha snobbata e non c’erano club spagnoli. Eppure viene ingiustamente bollata come “la coppa delle confederazioni minori”. Leicester, Marsiglia e PSV non sono squadre materasso. Mourinho, maestro delle finali, affronterà ora il Feyenoord. Una squadra con cui c’è un conto in sospeso.

L’errore di fondo è stato tuttavia quello di aver puntato su un gruppo ristretto di calciatori. Non che la rosa fosse competitiva per puntare alla qualificazione Champions. Non bisogna farsi ingannare dal punteggio della Juve, che ha tirato i remi in barca nel finale. Con una gestione più equilibrata si poteva fare di più.

Giocare di giovedì toglie sicuramente energie. È successo a Fonseca, che ha avuto tra l’altro più infortuni, sta succedendo a Mourinho. Naturalmente la vittoria della Conference League farebbe vedere questa stagione da una prospettiva diversa. Manca un trofeo da troppo tempo. Sarà Europa minore, ma vincerlo era tutt’altro che scontato. E sarebbe importantissimo sbloccarsi dopo essere arrivati vicini varie volte e non aver mai trovato il guizzo.

In conclusione, il campionato di Mourinho, considerando anche gli acquisti, non è stato superiore a quello di Fonseca. Il denominatore comune è legato a una rosa non ancora competitiva. I Friedkin hanno investito in estate, ma per tornare in Champions e, in futuro, lottare per lo scudetto, serve un’altra rosa.

Non ce la sentiamo di gettare la croce su Mourinho. La speranza per il tifo giallorosso è legata allo storico del tecnico portoghese al secondo anno. Tuttavia, è fondamentale che la proprietà investa in maniera intelligente.