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La sconfitta contro l’Atalanta ha riportato l’Inter con i piedi per terra, visto che prima della gara di domenica si esaltava la squadra nerazzurra per quanto fatto in campionato e Champions.

Certamente il mercato condotto da Ausilio ha rinforzato la squadra, ma rimane ancora incompleta in alcuni ruoli e Spalletti non è un tecnico che riesce a gestire alla perfezione gli impegni ravvicinati.

La gara di Champions contro il Barcellona ha levato energie mentali e fisiche che hanno portato alla debacle di Bergamo, dove i nerazzurri sono apparsi molto scarichi e in balia dell’avversario.

Ora si profilano una serie di impegni delicati per gli uomini di Spalletti che dovranno affrontare la Roma e la Juventus nei prossimi tre turni. Specialmente il match dell’Olimpico sarà un altro banco di prova importante per confermare la propria posizione di forza contro un diretto avversario.

Quest’anno l’Inter ancora non era attrezzata per competere con i bianconeri, ma certamente sta confermando le sensazioni estive che vedevano i meneghini tra le candidate forti ad un posto in Champions. Il punto è che la squadra nerazzurra non sta facendo meglio in campionato rispetto alla scorsa stagione. Vero che adesso c’è la Champions, ma c’erano meno calciatori competitivi. Il punto è che i nerazzurri sono al terzo posto grazie in primis all’apporto di quelli che c’erano già. La rosa è stata rinforzata, ma noi della Community del Calcio abbiamo criticato il mercato in quanto restano ruoli scoperti. Alla fine dei conti, i calciatori che stanno premiando Spalletti sono Icardi, Skriniar, Brozovic e Handanovic, tra gli altri. I nuovi hanno inciso fino a un certo punto.

Spalletti lo scorso anno aveva 30 punti alla giornata 12, ma ha accusato poi il colpo di una rosa che ruotava poco. Il pelato tecnico di Certaldo è bravissimo a valorizzare determinati calciatori, ma trascura alcune riserve. Contro il Genoa c’è stato un robusto turnover, ma era un match dal coefficiente di difficoltà semplice. E quest’anno i nerazzurri avranno la Champions tra le gambe e a febbraio continueranno il cammino europeo, senza contare poi la Coppa Italia, che rischia di togliere ulteriori energie se si va avanti.

Chiaramente è presto mettere Spalletti sul banco degli imputati, ma visti i trascorsi è d’uopo mettere in guardia sulla poca turnazione da parte del tecnico, la quale si è spesso rivelata fatale. Spalletti è sotto processo da parte di molti, ma noi ci riserviamo ancora del tempo e non vogliamo già giudicarlo, soprattutto alla luce di un cammino che ha portato a tante vittorie consecutive e a due match più che decorosi contro il Barcellona.

Come dovrebbe agire nelle rotazioni?

A destra lo sta facendo, in quanto D’Ambrosio sta giocando spesso e come prima riserva ci sta. Al centro è facile, visto che Miranda è quasi al livello di De Vrij e Skriniar. A sinistra c’è un problema, visto che Dalbert non è all’altezza, ma si potrebbe inserire D’Ambrosio sulla fascia. A centrocampo le riserve non sono all’altezza dei titolari ma contro avversari abbordabili Gagliardini o Joao Mario ci stanno. In attacco bisognerebbe iniziare a dare più fiducia a Lautaro e Keita, soprattutto nei match meno difficili.

E poi c’è il mercato di gennaio, dove i tifosi non possono aspettarsi Modric, ma certamente almeno un buon colpo nel reparto nevralgico…