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Il Covid-19 torna a mietere positivi in Premier League. L’ultimo focolaio in ordine di tempo sta interessando il Manchester United; il club più titolato d’Inghilterra ha bloccato ogni attività della prima squadra per 24 ore dopo aver registrato diversi positivi tra staff e giocatori. La gara con il Brentford è stata rimandata a data da destinarsi e non è il primo match ad essere rinviato. La scorsa settimana era toccato al Tottenham di Conte, costretto a rinviare la gara contro il Brighton per le troppe indisponibilità in seno agli Spurs.

Uno scenario inaspettato quello che sta colpendo la Premier League. In una settimana l’aumento dei contagi da Covid-19 è stata del 400% rispetto alla precedente, registrando 42 positivi su 4000 tamponi effettuati. L’ultimo focolaio nel Manchester è soltanto l’occhio del ciclone che sta investendo il campionato inglese, con i test effettuati dopo la vittoria contro il Norwich per 1-0 che hanno evidenziato una situazione di contagi diffusa.

La FA sta correndo ai ripari, cercando di rinviare le gare per evitare contatti tra giocatori di squadre diverse. Una misura per evitare che l’aumento dei casi, già consistenti, si espanda a macchia d’olio, mettendo a rischio la salute dei giocatori e il prosieguo del campionato. Il caso-Lindelof, che ha accusato problemi respiratori durante la gara di sabato nelle identiche modalità che hanno colpito Zielinski, ha infatti fatto scattare il campanello d’allarme anche sulla salvaguardia della salute degli atleti.

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