Galatasaray-Lazio sarebbe stata una sfida affascinante e ricchissima di contenuti a cavallo del nuovo millennio. Oggi abbiamo assistito a uno spettacolo scialbo. Terim sta allenando una squadra lontana anni luce da quella che dirigeva 20 anni fa. Sarri avrà tanto lavoro da fare per rendere competitiva questa Lazio.

A prevalere sono stati i turchi grazie a un gol regalato da Strakosha. Errore talmente evidente e marchiano che non può essere attribuito a mancanze tecniche, ma alla sufficienza con cui è andato su quel pallone impennatosi. Pochi minuti dopo si è parzialmente riscattato con una bella parata, ma la squadra biancoceleste non ha trovato il pari.

La Lazio vista oggi è quanto più lontano possibile da un’idea di calcio sarriana. Innumerevoli i passaggi sbagliati, troppi malintesi, squadra spesso lunga e con una concezione spaziale spesso sfalsata. Dopo l’autogol di Strakosha è mancata quella reazione che ci si sarebbe aspettati. Paradossalmente le migliori occasioni sono arrivate da lanci lunghi. Clamoroso l’errore di Milinkovic-Savic dopo un bel controllo. Nonostante la presenza di tantissimi titolari è mancata quell’idea di gioco tanto agognata.

I turchi hanno messo agonismo, abnegazione e coesione. Nonostante il gap tecnico, la squadra di Sarri non è riuscita a scardinare la difesa avversaria. Immobile ha reclamato un rigore, Lazzari ha spesso infilato Van Aanholt e le occasioni potenziali ci sono state. Eppure nella ripresa i turchi hanno preso le misure. Nell’ultima parte del match ci sono state principalmente azioni di singoli. Zaccagni è sembrato ben poco a suo agio, ma non era assistito. A sinistra non ci sono state sovrapposizioni. A centrocampo le giocate sarriane sono state pressoché nulle.

Tantissimi malintesi dovuti a un mancato coordinamento sulla posizione. Errori grossolani da parte di quasi tutti gli effettivi. Non si è trattato tanto di errori tecnici quanto di sbagli dovuti principalmente a malintesi. Nella ripresa il nervosismo ha pervaso una Lazio poco coesa e coraggiosa. Ne è venuta fuori una sconfitta che complica il girone, anche se avvenuta al primo match.

Il gioco di Sarri necessita di tempo per assorbirne i dettami. Passare da un 3-4-1-2 a un 4-3-3 non è certamente un’operazione automatica. La squadra ne risente contro avversarie organizzate. Naturale che i difetti fossero mascherati contro compagini come Empoli o Spezia. Serviranno mesi di lavoro per vedere un’idea di gioco anche a certi livelli. Invece, il problema di una rosa inadatta alle tre competizioni è annoso e nessuno ha la bacchetta magica.