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Da “Special” a “Normal” il percorso della Roma di José Mourinho. Non riesce a mantenere la brillantezza delle prime partite oramai vago appannaggio e ricordo lontano di una squadra compatta e cinica che mostrava fame e voglia di vincere ogni qual volta chiamata a battaglia.

Mourinho: quando lo “Special” diventa “Normal”

Ufficialmente è crisi. Inutile negare l’evidenza. Con la sconfitta a Venezia la Roma raccoglie 5 punti nelle ultime 7 partite. I lagunari prima del match con i giallorossi avevano vinto soltanto una partita in casa, doveva essere la gara della ripartenza, certamente non della svolta, ed invece bisogna digerire un’altra brutta sconfitta: il Venezia fino al match di ieri aveva segnato solamente 8 gol, a quota 11 ad oggi, 3 li segna contro la Roma. Nelle ultime 7 gare la squadra di José Mourinho vince solo a Cagliari, ed incassa ben 15 gol, segno evidente che non riesce a trovare un’equilibrio e di conseguenza un’identità, legata inevitabilmente all’andamento dei risultati. Sono evidenti le difficoltà riscontrate anche dal tecnico, nella gestione emotiva interna, che impediscono l’effettiva acquisizione di un equilibrio fondamentale, necessario nel raggiungimento degli obbiettivi stagionali.

Mourinho: mantere una rotta “Normal” per tornare “Special”

Un assetto tattico che poteva essere congeniale in questo momento. Un 3-5-2 con Karsdorp tornante e due attaccanti puri con dietro Pellegrini. Congeniale rispetto l’appuntamento con il gol: la mole di gioco creata nelle ultime gare ha concretizzato realmente poco. La Roma, paradossalmente ha giocato una buona gara. Ha creato moltissimo come al solito e sprecato altrettanto. Segnano i due attaccanti, la nota positiva. Nel calcio, come nella vita, la componente psicologica è dominante, subire un pareggio su un rigore, se vogliamo dire discutibile, taglierebbe le gambe a chiunque, visti i pregressi di qualche giorno fa. I giallorossi reagiscono, creando occasioni fino all’ultimo cercando il gol con tutte le forze. Sarebbe uno sbaglio dire che non c’è la stanno mettendo tutta per superare il momento. Ovviamente ciò non significa che vada tutto bene: no. Perché se crei tanto ma sbagli negli ultimi metri manca la qualità. Se subisci gol per evidenti disattenzioni difensive un problema c’è. Se non vi sono risorse all’altezza di effettuare i cambi anche.

Venezia-Roma: analisi di una partita buttata da Mourinho

La mano “Special” per superare la crisi

Che la squadra avesse delle mancanze lo si sapeva di già. Per primo il tecnico stesso afferma di avere una squadra che ha delle carenze. Premesso gli ultimi episodi non hanno aiutato. Non aiuta neanche avere come capri espiatori una parte del gruppo. La gestione emotiva nell’ambiente interno risulta fondamentale, le circostanze spesso avverse devono, avere una risposta sul campo. Tutto il resto è spettacolo. “Non è l’anno per sognare in grande, devo alzare l’ambizione. Finche’ la matematica non condanna pensiamo al quarto posto”. Le parole del tecnico post partita. I tre anni di contratto permettono di pianificare un progetto che probabilmente necessita di maggior tempo per la sua evoluzione. Anche José Mourinho a Roma ha bisogno di tempo.