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La Juve ha ufficializzato il colpo Dusan Vlahovic. Il classe 2000 serbo, al primo posto della classifica marcatori in Serie A in coabitazione con Ciro Immobile, arriva dalla Fiorentina nel mercato di gennaio. L’obiettivo della squadra di Allegri è arrivare al quarto posto in campionato e raggiungere almeno i quarti di Champions League.

I bianconeri hanno palesato problemi evidenti nel reparto offensivo avendo segnato appena 34 gol finora. Dybala ha realizzato 7 gol, Morata 5, Cuadrado 4, Bonucci, Kean, McKennie e Locatelli 3. Prima dell’infortunio Federico Chiesa aveva timbrato il cartellino appena due volte. Pertanto emerge inesorabilmente la necessità di un nuovo centravanti. Vlahovic era il no plus ultra tra gli attaccanti disponibili sul mercato nell’intero panorama internazionale.

Naturalmente il serbo è l’attaccante perfetto per la squadra di Allegri. Terminale offensivo, è uno specialista nell’attaccare la profondità sfruttando al meglio il rapporto spazio-tempo. Alto un metro e novanta, ha un fisico perfetto per ingaggiare duelli ma dispone anche della giusta velocità per scappare ai difensori. La sua struttura fisica è molto ben lavorata ed è mancino.

Centravanti che raramente scende sotto la propria metà campo, non è un regista offensivo come il Pipita Gonzalo Higuain. Finora i suoi gol sono stati 25 mentre gli assist 4. 1,36 passaggi chiave per partita fanno emergere caratteristiche molto diverse rispetto a Higuain o Benzema. Visto il fisico, i duelli fisici sono il suo pane quotidiano. Ne ha ingaggiati 18, vincendone il 37%, percentuale tutt’altro che trascurabile, in quanto il difensore parte da una posizione di vantaggio.

Medie simili anche per i colpi di testa, mentre Vlahovic è molto bravo a dribblare, vincendo oltre un dribbling su due. Il contributo dal punto di vista tecnico-tattico è notevole. Il serbo è fondamentale nel mantenere alta la squadra, attaccare la profondità, giocare in verticale, forte nella fase di transizione positiva buttandosi negli spazi giusti.

La sua tecnica, che si palesa al di là dei dribbling, è notevole. Le sue finalizzazioni prevedono una tecnica di tiro notevole. Forte in acrobazia e nei pallonetti, Vlahovic è straordinario nella ricerca dello spazio giusto. Fortissimo nel contro movimento, riesce a ritagliarsi le scelte giuste per arrivare al tiro nella zona migliore. Il serbo tira da lontano, segna di testa, su punizione, rigori, in acrobazia, etc.

Il suo contributo al gioco collettivo non è trascurabile. Restando in zona avanzata e venendo incontro qualche metro, aiuta anche i compagni nella fase di finalizzazione. Questo contributo è però limitato all’ultima porzione di campo, non essendo giustappunto un regista offensivo. Da non disdegnare la sua skill nel passaggio sul corto.

Tuttavia in fase di rifinitura c’è ancora molto a migliorare. Sarebbe un errore pensarlo alla Higuain, in quanto il serbo non è assolutamente un calciatore adatto a mandare in profondità i compagni. Quando è chiamato a verticalizzare palesa ancora dei difetti. Il suo utilizzo deve essere, pertanto, ben diverso rispetto a quello di Morata.

Tuttavia, essendo un classe 2000, con almeno 10 anni davanti ai massimi livelli, i margini di miglioramento sono enormi. La base di partenza è notevolissima: potenza atletica, tecnica di tiro, finalizzazione, movimenti continui. Tutte doti che lo inseriscono già ora tra i migliori centravanti in circolazione. Starà ad Allegri utilizzarlo nel migliore dei modi. La presenza di Dybala sarà certamente di beneficio reciproco. Nel frattempo il tecnico livornese e i tifosi bianconeri gongolano…