Cosa abbiamo appreso da Fiorentina-Inter

L’Inter si è fatta raggiungere alla fine dalla Fiorentina per effetto di un gran gol di Vlahovic. C’è poco da rimproverare alla squadra di Conte, tolto l’errore sul gol finale. La squadra nerazzurra ha giocato una partita intelligente, di gestione e anche i cosiddetti rincalzi hanno fatto bene.

Molto è dipeso dalla condizione atletica. L’Inter è arrivata da una partita molto dispendiosa a livello psico-fisico, con tanto di delusione. Non è un caso che quello più fresco è sembrato Borja Valero, titolare da poco. Nonostante i quasi 35 anni, lo spagnolo ha disputato un match notevole, ha allungato la squadra, tenuto palla e creato. Lo spagnolo ha gestito l’azione, si è inserito, ha chiamato palla e ha segnato con un grande inserimento.

Lukaku e Lautaro non sono stati i soliti, ma ben poco può essere imputato a loro. Pochi pericoli, dovuti principalmente a una certa stanchezza per un’Inter e soprattutto delle due punte. I due attaccanti le stanno giocando tutte e quasi sempre ’90 minuti o quasi. Pertanto, è naturale che possano essere poco brillanti in certe partite. I due rappresentano il fulcro del gioco nerazzurro, combinando con una sincronia perfetta e mostrando qualità oculo-podaliche perfette per un gioco di squadra efficientissimo. Nonostante ciò, Lautaro e Lukaku hanno creato tante occasioni, si sono barcamenati ma è mancata la giusta lucidità.

Sul gol di Vlahovic, con pallone che ha rimbalzato permettendo al giovanissimo attaccante della Fiorentina di schiaffeggiare il pallone, la difesa ha sbagliato. Godin ha sbagliato un intervento, l’Inter era comunque in superiorità, ma Vlahovic è stato accompagnato da Skriniar. Godin si è staccato correttamente, ma ha commesso un errore. Skriniar non è intervenuto e, vista la velocità dell’attaccante avversario, avrebbe dovuto probabilmente intervenire anche in modo falloso. Accompagnando il giocatore, non mettendosi nella direzione giusta, soprattutto al cospetto di un mancino, il rischio di subire gol è evidente.

Dal canto suo, la Fiorentina ha mostrato di avere individualità interessanti e di essere convalescente ma sulla via della ripresa. I problemi offensivi sono evidenti. Boateng non è una punta mentre Vlahovic, giocatore interessantissimo, non è un centravanti, ma ha tutte le qualità per diventare un attaccante con i fiocchi. Il serbo, ex Partizan, ha dato la svolta alla gara, mostrandosi decisamente più concreto e pericoloso rispetto a Federico Chiesa. Bene anche Castrovilli, autore di giocate di alta scuola, e di un tiro insidioso, parato da Handanovic.

L’Inter è una squadra che incarna lo spirito di Conte, che ha disputato finora un campionato straordinario ma serve assolutamente intervenire sul mercato. Gli infortuni hanno creato grossi problemi ma, al netto dei problemi fisici, la rosa non è competitiva per fare bene nelle tre competizioni. A Conte servono un centrocampista e un attaccante nel mercato di gennaio. La panchina dell’Inter di stasera (escluso Godin) questa stagione ha giocato circa 773 minuti complessivi. Brozovic ne ha giocati 1440…

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