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Ieri si è giocato un turno importante di Premier, un turno che molti avevano individuato come quello che avrebbe portato all’esonero di Sarri dal Chelsea.

Niente di tutto questo è avvenuto. Le dirette rivali hanno vinto, ma i Blues hanno sconfitto il Tottenham nel derby londinese. Tottenham che a questo punto ha 4 punti potenziali sul Chelsea, vantaggio quindi non rassicurante.

Ma andiamo con ordine. Dopo le polemiche prima dei rigori, con il portiere Kepa che si è rifiutato di farsi sostituire e la sconfitta proprio ai penalty, il Chelsea e Sarri erano a una delle ultime spiagge in Premier. Il Tottenham aveva ancora degli assenti, ma ha recuperato Harry Kane. Gli Spurs avevano tirato in porta almeno una volta da quando Pochettino è il tecnico, ovvero per 179 partite consecutive. Ieri per la prima volta il Tottenham non è riuscito a tirare verso la porta avversaria.

Sarri sta adattando il suo tipo di gioco. Lo abbiamo visto contro il Manchester City, dove ha puntato su un gioco all’italiana, soprattutto nella prima frazione di gioco, per poi uscire dalla distanza.

La pressione era tutta sul Chelsea, a causa del misunderstanding con Kepa. Ma del misunderstanding è stato vincere vittima il portiere del Tottenham, con Trippier che ha passato a Lloris un pallone folle verso lo specchio della porta, causando la più classica delle frittate.

Per Sarri non è stata una semplice vittoria, ma quella che gli inglesi definiscono win-win-win, ovvero una tripla vittoria. Spettro dell’esonero scacciato, Chelsea che rimane vicinissimo al quarto posto e Tottenham coinvolto nella bagarre.

Il primo tempo è stato equilibrato, con il Chelsea partito meglio e il Tottenham che ha poi guadagnato possesso. Higuain ha avuto due occasioni e avrebbe potuto fare meglio in entrambe. Nella ripresa è stato decisivo il cambio Hazard-Willian, con Sarri che ha avuto il coraggio di sostituire il suo miglior giocatore, che non era in palla.

L’attaccante centrale è stato uno dei quattro cambi effettuati da Sarri rispetto alla finale di Carabao Cup. All’inizio i Blues hanno mostrato una manovra fluida e hanno creato occasioni. Occasioni potenziali invece quelle degli Spurs, che hanno messo in difficoltà la difesa ospite con Kane e Son, ma si sono persi negli ultimi metri. E il Tottenham ha tenuto botta solo nella seconda parte del primo tempo, quando ha riequilibrato il possesso palla.

Il gol di Pedro, con Alderweireld disastroso, ha riaperto le crepe recenti degli Spurs (reduci dalla sconfitta contro il Burnley). Dopo il vantaggio il Chelsea ha controllato, pur non giocando il classico calcio sarriano, trovando poi il 2-0 con pasticcio difensivo di Trippier. Nei 30 minuti finali si è visto un Chelsea molto compatto e in controllo, ma niente Sarriball. Troppe volte Kante si è avventurato in azioni personali (tra l’altro spesso proficue), nelle quali non è stato assistito dai compagni. Jorginho ha organizzato il gioco e ha difeso bene, ma si è limitato a passaggi al compagno più vicino, senza provare mai una giocata più difficile.

La speranza per il Chelsea è che le ultime due performance abbiamo ricompattato il gruppo, almeno in parte. Avere un allenatore sulla graticola crea malumori all’ambiente, ma la miglior ricetta è data dai risultati. Il Chelsea ha il quarto posto alla portata, ma affinché possa raggiungerlo c’è bisogno dell’apporto di tutti e che l’ambiente temi nella giusta direzione.

 

Vincenzo Di Maso