“Il fine giustifica i mezzi” questo è il sunto della filosofia di Antonio Conte. Un gioco basato sull’ottenimento dei 3 punti, anche a costo di un calcio criticato e definito “brutto”. Intanto però il mister dell’Inter si erge al primo posto della Serie A, più in alto di tutte le critiche che gli arrivano.

Il miglior attacco– Con 68 gol fatti e una media di 2,35 reti a partita l’Inter è il miglior attacco del campionato, a pari merito con l’Atalanta. Numeri che confermano l’abilità nel segnare delle punte. Ma ciò è possibile solo grazie alla qualità dei singoli e alle molteplici soluzioni usate per arrivare al tiro.

Più soluzioni– Le azioni offensive trovano nelle sponde di Lukaku, negli inserimenti degli esterni, nell’opportunismo di Lautaro e nel fraseggio dei centrocampisti l’arma vincente. Big rom infatti, con la sua stazza, è la punta boa, il punto di riferimento per eventuali lanci lunghi o appoggi ai centrocampisti; un lavoro duro ma efficace quello del belga. Gli esterni del 352 di Conte svolgono forse il lavoro più faticoso: aiutare la difesa e l’attacco con le loro sgaloppate sulla fascia. La parte tecnica è invece affidata ai centrocampisti, a loro spetta il fraseggio, la costruzione veloce delle ripartenze e devono servire Lukaku per cercare varie sponde dell’attaccante. Anche la difesa ha un ruolo nelle azioni d’attacco con la loro costruzione dal basso.

In azione– Il sunto del gioco offensivo dell’Inter lo si può notare nel primo gol contro il Sassuolo, nel match appena finito. Dopo un’azione, sventata, dei Neroverdi, la difesa nerazzurra fa arrivare la sfera velocemente a Barella, il quale prontamente la gira ad Hakimi. Il marocchino cerca Lukaku, che però, vicino al centro del campo, non aggancia il pallone; interviene quindi Lautaro a girare la palla sull’accorrente Young. Scatto dell’inglese e cross in area per Big Rom che di testa è una sentenza per il Sassuolo. In pochi secondi l’Inter è quindi ripartita e ha segnato il gol del vantaggio. Cinismo e velocità, queste le caratteristiche del gioco di Conte quando la squadra non è in vantaggio.

La difesa– I Nerazzurri sono la seconda difesa del campionato con 26 gol subiti, uno in più della Juve. Il muro difensivo si compone di un mix tra l’esperienza di De Vrij e Skriniar, e la giovenizza di Bastoni. Un trio di tutto rispetto, a cui si aggiunge l’aiuto offerto dai due esterni e la copertura data dai centrocampisti. Siccome l’ottenimento della vittoria a qualunque costo è il punto centrale della filosofia di Conte, in caso di vantaggio i Nerazzurri si difendono con questi otto uomini. Agli attaccanti è invece affidato il compito di pressare i difensori nel caso siano in possesso del pallone. Un atteggiamento prudente, in cui le punte sono chiamate a ripartire in velocità per un’eventuale contropiede, affinché cerchino il raddoppio nel modo meno rischioso possibile.

Il gioco nel complesso non risulta particolarmente spettacolare, e in molti criticano Conte per questo gioco “brutto”, ma la classifica da ragione al mister interista, una squadra cinica nel finalizzare occasioni ma prudente nel difendersi. Questa la filosofia del tecnico Nerazzurro, la filosofia dei primi in classifica e di chi, con molta probabilità, vincerà il campionato.