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Ogni volta che il Napoli perde una gara, il colpevole è Marek Hamsik. Una storia che va avanti da almeno 7/8 anni. Una cosa che non ha senso. Marek viene da tutti individuato come il responsabile della sconfitta perché non ha saputo prendere per mano la squadra. Il che equivale a dire che Ospina a Liverpool ha deluso perché non è stato capace di fare gol.

Voglio dire: Hamsik lo conosciamo benissimo. Ha doti straordinarie, ma non è un trascinatore. Non è nel suo dna. Un trascinatore era Montervino, che invece non aveva doti straordinarie.

Il capitano azzurro è un esaltatore di sapore. Se il piatto è ricco, è quel tocco in più, da grande chef. Se il piatto di base non sa di nulla, quell’ingrediente non sa assolutamente di nulla.

Hamsik non è vero che gioca bene quando la partita non conta. Lui gioca bene quando la squadra gioca bene. Ha fatto fior di partite in grandi occasioni. In Champions in passato è stato spesso decisivo, è stato decisivo in finale di Coppa Italia contro la Juve, per dirne una. Lo scorso aprile fu straordinario sempre contro la Juve a Torino. Quando il Napoli non gioca bene, quando subisce il gioco avversario, Hamsik gioca male.

Gioca bene quando la squadra gioca bene, ne esalta le qualità

Non è un trascinatore? Assolutamente no, non è un trascinatore. E non è un leader, al di là della fascia di capitano, ma sono cose che sappiamo benissimo, inutile stupirci ogni volta di questa cosa. Di conseguenza non è neanche un top player assoluto, perché questa è una qualità che fa la differenza.

Stupirsi ogni volta che in certe circostanze “quando ci sarebbe bisogno del suo apporto” Marek gioca male è folle. Lui è questo, nel bene, spesso, nel male, talvolta. Purtroppo le sue cattive prestazioni capitano sempre in grandi partite, ma c’è una spiegazione. È difficile che il Napoli vada in sofferenza contro squadre scarse. Capita contro grandi squadre.

Per altro anche ad Anfield Hamsik ha giocato male il primo tempo, quello in cui gli azzurri si sono solo difesi. Nella ripresa le cose sono andate meglio. E non ha neanche senso dire che nel suo nuovo ruolo deve dettare i tempi. È Ancelotti che l’ha messo in quel ruolo, ma non è mai stato quello il suo ruolo.

Lo slovacco il meglio di sé lo ha dato con Reja prima e con Mazzarri poi, giocando sostanzialmente da attaccante. Un attaccante atipico, che partita da lontano, per poi trovarsi al posto giusto al momento giusto per il gol o per l’assist. Ha la grande capacità di sparire dai radar avversari, per poi materializzarsi dove nessuno lo aspetta. Fece malissimo con Benitez, dovendo giocare, spalle alla porta, schiacciato sulla prima punta. Meglio con Sarri, avendo più libertà di movimento.

Ad Anfield male nel primo tempo, non nella ripresa

Ad Anfield non ha deluso Hamsik, o per lo meno non ha deluso coloro che lo conoscono. Poi se qualcuno si aspetta da lui quello che lui non ha non c’è niente da fare. Per questo dico che il responsabile dell’eliminazione è Ospina (oltre a Mario Rui), che in sei partite non solo non ha fatto gol, ma non ha mai tirato in porta…

 

Liberato Ferrara