Nelle fasi a gironi di Champions ed Europa League le italiane si sono comportate abbastanza bene in questi anni. In questa edizione, le tre italiane in Europa League hanno tutte passato il girone senza problemi. In Champions, la Juve ha totalizzato 15 punti, la Lazio è arrivata al secondo posto ottenendo 4 punti su 6 contro il Borussia, mentre l’Atalanta è arrivata seconda dietro il Liverpool, vincendo tutte le gare esterne.

Un esempio dei risultati da settembre a dicembre è dato dal Napoli. Con Ancelotti alla guida, gli azzurri hanno perso solo 1 partita su 12 nei gironi di Champions, per giunta ad Anfield per 1-0. La Juve con Sarri non ha perso alcuna partita, vincendo in scioltezza il girone. Pirlo ha addirittura vinto 5 partite su 6. Arrivate nel periodo pre-primaverile, le squadre italiane però si sgonfiano.

La Juve di ottobre avrebbe fatto un sol boccone del Lione, mentre a febbraio perse l’andata. Dopo aver fatto benissimo contro PSG e Liverpool da settembre a dicembre, in Primavera il Napoli perse nettamente, in Europa League, contro un’Arsenal decisamente inferiore rispetto alle altre due compagini. Sussiste quindi un problema di preparazione. Nelle fasi ad eliminazione diretta le italiane corrono meno, mentre le altre vanno a mille. Le inglesi arrivano al top in primavera.

Le squadre inglesi non giocano ad alta intensità per tutta la partita o per tutta la stagione, ma riescono ad essere al top in Primavera. I preparatori delle squadre di Premier hanno fatto dell’intensità il cavallo di battaglia. Naturalmente, è impossibile mantenere certe performance per un’intera stagione. Come si può notare, le inglesi non stanno al top in autunno. In più, i calciatori di Premier non stanno certamente meglio degli altri a giugno, mese delle grandi competizioni tra nazionali. Basti pensare che agli ultimi Mondiali tanti calciatori di Serie A erano in splendida forma.

In secondo luogo, la Lega è totalmente miope quando si tratta di venire incontro alle italiane che giocano in Europa. Quest’anno, vista l’eccezionalità della stagione causata dai problemi legati al covid-19, la Lega avrebbe potuto snellire ulteriormente il format della Coppa Italia. Perché inserire l’andata e il ritorno delle semifinali a ridosso delle coppe? Perché mettere la Supercoppa a fine gennaio? Napoli e Juve hanno giocato tre partite infrasettimanali consecutive di coppe nazionali prima di giocare in Europa. Entrambe sono state sovrastate fisicamente dalle avversarie di turno, almeno nella prima frazione di gioco.

L’Atalanta merita un discorso a parte. Lo scorso anno, prima dell’interruzione causa pandemia, gli Orobici erano in ottima forma a febbraio e marzo. Merito della preparazione moderna, di cui abbiamo parlato a più riprese.

Al netto di un gap tecnico con i top club europei, urge modificare il calendario, in modo da evitare di congestionare gli impegni. Tra settembre e dicembre questo gap non si nota, tolti casi di squadre in difficoltà tecnica o falcidiate dagli infortuni. Da febbraio in poi emerge inevitabilmente. Va modificata anche la preparazione. Qualcuno ancora asserisce che i metodi utilizzati in Italia siano i migliori in assoluto e che all’estero la preparazione sia blanda. Mentalità vetusta, ancorata a quanto succedeva decenni fa. Questa discrepanza di risultati tra autunno e primavera esula in gran parte dal discorso tecnico, pertanto occorrono urgentemente dei correttivi!